Continua l’offensiva social dell’irriducibile Zangrillo: botta e risposta con il presidente della Fondazione Gimbe

Non si placa la polemica sulle parole del primario del San Raffaele secondo cui i contagiati non sono malati, e lui risponde alle critiche in rete

Il nuovo fronte dello scontro tra “cauti” e “ottimisti” si è spostato dalla carica virale del Coronavirus all’interpretazione dei dati sull’aumento dei contagi in Italia, che anche ieri hanno superato i 500. Se per una fetta di esperti si tratta di numeri preoccupanti, per i cosiddetti “ottimisti” non c’è da allarmarsi in quanto «i contagiati non sono malati». Lo ha detto prima l’infettivologo Matteo Bassetti, lo ha ripetuto Alberto Zangrillo.

Parole, quelle di Zangrillo, che hanno scatenato critiche in particolare da parte di Andrea Crisanti e del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. A entrambi Zangrillo ha risposto in rete. Al primo, postando le tabelle dei contagi in Veneto come prova della sua posizione. Al secondo, sempre sui social, ha dato un “consiglio”. «Studia», ha risposto Zangrillo a Cartabellotta che aveva commentato le parole del primario come «una grande bestemmia».

Non è mancata la risposta, sempre sui social, del presidente della Fondazione Gimbe che ha scritto: «Stia tranquillo Prof. Zangrillo studio da sempre e continuerò a farlo per sempre. Ho ricevuto da mio padre un grande insegnamento che trasmetto a tutti i giovani che arrivano al Gimbe». E ha postato le parole del padre Gioacchino, anche lui medico: «Nella vita possono toglierti tutto, ma non quello che hai imparato studiando. Ecco perché non dovrai mai smettere di studiare e migliorarti».

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