È Cuba l’ultima arrivata nella corsa al vaccino anti-Covid. Dagli Usa all’Europa: la mappa dei candidati

L’attività di ricerca viaggia su più di 165 vaccini, di cui 31 in fase di sperimentazione sull’uomo. Due quelli approvati

La prima fase del candidato vaccino anti-Covid comincerà il 24 agosto, i risultati dei test clinici saranno disponibili a febbraio 2021. È cosi che Cuba entra ufficialmente nella rosa dei Paesi che lavorano alla produzione di un vaccino anti-Covid, dopo l’annuncio del Registro pubblico cubano dei test clinici. Il farmaco chiamato Soberana 01 sarà testato su 676 persone tra i 19 e gli 80 anni, sotto la guida dell’Istituto cubano Finaly, specializzato proprio in vaccini. Una fase di sperimentazione che si concluderà l’11 gennaio 2021, con la pubblicazione ufficiale dei risultati a metà febbraio.

Il comunicato ufficiale ha definito lo studio come «controllato e multicentrico», un test effettuato «in uno schema di due dosi» che valuterà «l’immunogenicità e la reattogenicità della formula». Il presidente Miguel Díaz-Canel ha mostrato entusiasmo per i progressi del progetto cubano, sottolineando l’importanza per Cuba «di avere un farmaco proprio contro il Covid-19».

La mappa dei candidati vaccini

Russia

Si chiama Sputnik V, formalmente denominato “Gam-COVID-Vak”, ed è già entrato in produzione. Il direttore dell’Istituto Gamaleya, Alexander Ginzburg, ha annunciato che la diffusione di massa comincerà con buone probabilità tra un mese circa. Il vaccino vettore adenovirale russo consiste in due dosi, la seconda delle quali viene iniettata tre settimane dopo la prima, per un totale di dosi previste per il prossimo anno pari a 500 milioni.

Testato su 76 volontari in due istituzioni separate, l’Università Sechenov con sede a Mosca e il Burdenko Main Military Clinical Hospital del ministero della Difesa russo, nelle prossime settimane coinvolgerà decine di migliaia di volontari per la fase 3 di sperimentazione.

L’annuncio di Putin sul vaccino era stato accolto con cautela dagli scienziati e dall’Organizzazione mondiale della sanità che sottolineava il bisogno di ulteriori controlli. Nonostante i dubbi della comunità scientifica, il presidente Putin continua la campagna di propaganda diffondendo insieme al ministero della Salute russo le prime immagini del processo di produzione di Sputnik V. Qui il video promozionale per il vaccino anti Covid-19 creato e diffuso dal Fondo russo per gli investimenti diretti.

Cina

Si chiama Ad5-nCov, è sviluppato e prodotto dal colosso farmaceutico cinese CanSino Biologics ed è il candidato numero uno tra i vaccini made in China per contrastare il Coronavirus. L’approvazione del brevetto, avvenuta l’11 agosto, darebbe il via libera alla possibile produzione di massa in tempi brevi, per la difesa del contagio in caso di una nuova ondata.

Il vettore virale è capace di trasportare all’interno delle cellule umane alcuni geni del virus Sars-Cov-2. Si chiama vettore adenovirus 5 e viene prima inattivato e poi addizionato con un frammento ad hoc di materiale genetico. L’obiettivo, una volta raggiunte e “infettate” le cellule, è quello che l’adenovirus 5 modificato susciti una reazione immunitaria e induca la produzione della proteina Spike identica a quella di Sars-Cov-2.

Anche per il vaccino cinese si attende però la fase 3, quella più decisiva per determinare l’effettiva efficacia. La fase 2 ha confermato la buona risposta immunitaria e la bassa tossicità della formula ma si attende la somministrazione a un ampio campione di persone, almeno migliaia, che possa determinare gli effettivi rischi della vaccinazione.

Sempre in Cina, due filiali del produttore di vaccini statale Sinopharm, una a Pechino e l’altra a Wuhan, hanno sviluppato due candidati vaccini basati sul virus inattivato. Entrambi sono in fase 3: i test delle prime due fasi, condotti in Cina su circa 2mila partecipanti, hanno evidenziato la sicurezza dei due candidati vaccini e la loro capacità di stimolare le risposte immunitarie.

I numeri del monitoraggio aggiornato dei vaccini anti-Covid 19 forniti da New York Times

Stati Uniti

Si chiama NVX-CoV2373 ed è realizzato dalla società biotecnologica americana Novavax. Ai primi di agosto sono arrivati i risultati della fase 1 di sperimentazione, cominciata a maggio 2020. Il candidato vaccino americano è stato ben tollerato suscitando risposte di anticorpi ritenute interessanti. La formula utilizza come antigene la proteina Spike presente sulla superficie del SARS-CoV-2, insieme a un adiuvante che potenzia la risposta immunitaria.

Novavax ha ricevuto 1,6 miliardi di dollari dal governo statunitense per proseguire nelle fasi finali di sperimentazione che prenderanno il via all’inizio dell’autunno. L’azienda farmaceutica americana vuole produrre un miliardo di vaccini anti-Covid entro il prossimo anno. Per questo ha messo in piedi una serie di accordi con il Serum Institute of India per l’acquisto di un impianto di proprietà indiana in Repubblica Ceca con l’obiettivo di ampliare la capacità produttiva ed evitare di restare indietro rispetto agli altri concorrenti .

Un secondo candidato vaccino statunitense prende il nome di mRNA-1273, prodotto da Moderna, l’azienda statunitense di biotecnologie con sede a Cambridge. Attualmente in fase 3, il vaccino sembra essere risultato efficace negli studi sui topi, proteggendo i roditori da Sars-Cov-2. Lo studio, pubblicato su Nature il 5 agosto, combinato con quelli emersi dagli esperimenti sui primati e dai test clinici di fase 1, supporta la valutazione di efficacia dell’mRNA-1273.

La formula utilizza l’rna messaggero per indurre il corpo a produrre la proteina chiave dal virus, creando in questo modo una risposta immunitaria. L’ultimo annuncio da parte dell’azienda Moderna riguarda un accordo di fornitura con il governo degli Stati Uniti per garantire 100 milioni di dosi iniziali di mRNA-1273.

Europa

Si chiama AZD1222, è prodotto dall’azienda biofarmaceutica britannico-svedese AstraZeneca in collaborazione con lo Jenner Institute di Oxford e l’Irbm di Pomezia, in Italia. Entro settembre dovrebbe terminare anche la fase 3 di sperimentazione, quella decisiva per ricevere il via libera dagli enti regolatori. Costituito da un vettore virale innocuo (l’adenovirus dello scimpanzé) che è stato modificato con un innesto della proteina spike superficiale da Coronavirus, ha ottenuto buoni risultati nelle prime due fasi di sperimentazione.

A giugno, i ministri della salute di Italia, Francia, Germania ed Olanda hanno firmato un contratto con AstraZeneca per l’approvvigionamento fino a 400 milioni di dosi da destinare alla popolazione europea. Qui l’intervista di Open a Matteo Liguori, ricercatore dell’Irbm di Pomezia.

Il candidato vaccino BNT162 è invece sviluppato della società tedesca BioNTech utilizza l’rna messaggero, analogamente a quello di Moderna. La Germania sta sviluppando il vaccino in collaborazione con Pfizer degli Stati Uniti e con lo Shanghai Fosun Pharmaceutical Group cinese. La fase 3 attualmente in atto prevede una sperimentazione su 30mila persone.

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