Berlino: «Navalny avvelenato col Novichok. Mosca dia spiegazioni». La replica del Cremlino: «Non ne sappiamo nulla»

Anche la Farnesina «esprime indignazione» e chiede spiegazioni a Mosca. Secondo le autorità britanniche un agente nervino dello stesso tipo fu usato per tentare di assassinare l’ex spia doppiogiochista Skripal.

«Alexej Navalny è stato avvelenato con un agente nervino del gruppo Novichok. Mosca deve dare spiegazioni». A parlare è il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, che ha spiegato che sono state acquisite «prove che non lasciano dubbi». Dopo la condanna di Berlino arrivano anche quelle della Nato, dell’Ue e dell’Italia.

In una nota la Farnesina fa sapere che L’Italia «esprime profonda inquietudine ed indignazione per l’identificazione da parte delle competenti autorità tedesche di un agente nervino». «Si tratta – prosegue la nota del ministero degli Esteri – di un crimine che condanniamo con forza e che rende ancora più impellente la necessità che la Federazione Russa chiarisca con rapidità e trasparenza le responsabilità dell’accaduto».

Gli esami fatti in un laboratorio dell’esercito

Il policlinico universitario della Charitè, dove è ricoverato l’oppositore del presidente russo Vladimir Putin, ha commissionato a un laboratorio speciale dell’esercito tedesco delle analisi tossicologiche, si legge nella nota del governo, e da questo test è risultata «senza alcun dubbio» la presenza di una sostanza tossica chimica del gruppo Novichok. Secondo i medici dello Charité di Berlino, le condizioni di Navalny continuano ad essere serio. Per le autorità britanniche, un agente nervino del tipo Novichok, fu usato per tentare di assassinare l’ex spia doppiogiochista Serghiei Skripal.

Alla riunione convocata da Angela Merkel hanno partecipato il vicencalliere Olaf Scholz, i ministri degli Esteri Heiko Maas, dell’Interno Horst Seehofer, della Giustizia Christine Lambrecht, della Difesa Annegret Kramp-Karrenbauer e il capo della cancelleria Helge Braun. Al termine del vertice, Maas ha fatto sapere che Berlino ha convocato l’ambasciatore russo.

«Il governo tedesco condanna questo attacco nel modo nel modo più severo. Il governo russo è chiamato a fare chiarezza con urgenza», è la posizione di Berlino. Sette ministri del gabinetto Merkel, si legge ancora, si sono incontrati oggi per deliberare sui prossimi passi da fare. Successivamente la Cancelliera tedesca ha dichiarato che «l’uso di questo veleno non lascia alcun dubbio sul fatto che sia stato vittima di un crimine», aggiungendo che «il mondo aspetterà le risposte».

L’Ue, gli Stati Uniti e la Nato condannano

«È un fatto sconvolgente che Navalny in Russia sia stato vittima di un attacco con un agente nervino. Attraverso il ministero degli Esteri e le vie previste, il governo tedesco riferirà dei risultati delle analisi ai partner Ue e della Nato», con cui si consulterà per «una reazione adeguata», recita ancora nella nota aggiungendo che «la moglie di Navalny è stata informata dai medici dello Charité».

In serata sono arrivate le condanne anche da parte dell’Unione europea e della Nato. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha descritto l’avvelenamento «scioccante», mentre l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, ha definito «del tutto inaccettabile», oltre che una violazione del diritto internazionale, l’uso di armi chimiche in qualsiasi circostanza. Per la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen si tratta di un «atto spregevole e codardo». Anche la Casa Bianca si è detta «profondamente turbata» da quello che ha definito «il riprovevole avvelenamento» di Alexei Navalny.

Il Cremlino parla di «incidente»

In un primo momento il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ripreso dalla Tass, aveva detto di non essere a conoscenza dell’esito degli esami tedeschi. Successivamente, il Cremlino ha dichiarato che una varietà di test era stata condotta in conformità con tutte le norme internazionali prima del trasferimento di Navalny in Germania, senza che la presenza del veleno fosse rilevata, aggiungendo che anche i medici russi sono offerti di scambiarsi informazioni, «ma non hanno ancora ricevuto risposta dai loro omologhi tedeschi».  Il Cremlino sarebbe comunque pronto «per una ampia cooperazione» con la Germania per chiarire ciò che definisce «l’incidente capitato ad Alexei Navalny».

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