Coronavirus, Bassetti: «Anche l’Italia valuti l’accorciamento del periodo di quarantena, altrimenti si blocca il Paese»

L’infettivologo: «La Francia abbassa a sette giorni e a Ventimiglia restano 14 giorni? Non ha senso». Ripensare l’isolamento «fa parte degli atteggiamenti di convivenza con il virus»

Anche l’Italia dovrebbe valutare la riduzione dei giorni di quarantena. A dirlo è il direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti. «È ragionevole pensare a un cambiamento del periodo di quarantena» con una riduzione da 14 a sette giorni, in mancanza di sintomi da Coronavirus, «per non bloccare un Paese intero».


Bassetti, interpellato dall’agenzia Ansa in merito all’ipotesi di abbassare il numero di giorni che si sta valutando in alcuni Paesi europei, Francia in primis, spiega: «La maggioranza delle persone manifesta sintomi in 4-5 giorni, moltissimi rischiano di finire in quarantena per 14 giorni quando non serve». E aggiunge: «Se la Francia abbassa a sette giorni e a Ventimiglia restano 14 giorni non ha senso». Ripensare i giorni di quarantena, dice ancora Bassetti, «fa parte degli atteggiamenti di convivenza con il virus».

L’iniziativa francese

Oggi, 8 settembre, il consiglio scientifico della Francia ha dato il via libera alla riduzione da 14 a sette giorni della durata dell’isolamento. La decisione verrà adottata in modo formale in occasione del consiglio Difesa di venerdì. Il ministro della Salute francese, Olivier Véran, ha commentato: «Siamo più contagiosi nei primi cinque giorni dopo l’apparizione dei sintomi o che seguono la positività di un tampone. In seguito, la contagiosità diminuisce in modo molto netto, e dopo una settimana resta ma molto debole». Secondo il ministro, l’accorciamento della quarantena favorirà «una migliore adesione» alla regola.

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