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Bassetti controcorrente, segnali da una ricerca Usa: «Il virus sembra mordere meno. Il 90% dei positivi è asintomatico»

20 Agosto 2020 - 08:36 Giovanni Ruggiero
Il prof Matteo Bassetti, durante la conferenza stampa dei vertici dell'universita' di Genova, dopo il comitato interno svoltosi per decidere le procedure contro il possibile contaggio da Coronavirus per gli studenti e i lavoratori. Genova, 28 Febbraio 2020.
ANSA/LUCA ZENNARO
L'infettivologo del San Matteo di Genova tiene il punto sull'indebolimento del virus rispetto all'inizio della pandemia. Una posizione esattamente contraria a quanto sostenuto dal virologo della Bicocca di Milano, Francesco Broccolo
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Ci sono sempre più segnali che il Coronavirus sia meno aggressivo rispetto all’inizio della pandemia. Ne è ancora più convinto l’infettivologo genovese Matteo Bassetti, che in un’intervista al Corriere della Sera cita un studio americano da cui arriverebbero segnali incoraggianti. La ricerca è pubblicata in preprint, cioè non è ancora stata validata da ricercatori indipendenti per poi poter comparire sulle riviste scientifiche. Per Bassetti rappresenta comunque un segnale: «Non a caso il titolo è Evolving virulence. Il virus sta “mordendo meno”? – si chiede l’infettivologo – Sembrerebbe di sì».

Una posizione nettamente contraria rispetto a quanto sostenuto dal virologo Francesco Broccolo, che solo ieri 19 agosto ha confermato a Open quanto la situazione nell’ultima settimana appaia più preoccupante. Il medico dell’Università Bicocca di Milano sostiene che negli ultimi sette giorni è stata riscontrata una carica virale molto alta, paragonabile a quella di marzo.

Bassetti invece sostiene che esistano anche riscontri clinici sull’indebolimento del virus: «Nei mesi di marzo, aprile, maggio al Sn Martino di Genova avevamo una mortalità dell’11% nei pazienti ricoverati. Ora è zero». A sostegno della sua posizione ci sarebbero anche i dati sugli ultimi casi in Italia: «Almeno il 90% di questi pazienti, positivi al tampone, sono asintomatici. Il che significa che non sono malati. Ma devono essere comunque messi in quarantena».

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