La temperatura la prendano le scuole, il presidente del Piemonte Cirio tira dritto: «Non ritiro l’ordinanza»

Da domani ogni studente dovrà presentare l’autocertificazione di aver misurato la temperatura a casa. La scuola dovrà controllare i diari scolastici e, in assenza di certificato, procedere alla misurazione

Il governatore del Piemonte è deciso, e alle autocertificazioni sulla temperatura, presa prima di entrare a scuola, non rinuncia. Alla vigilia del primo giorno di scuola in Piemonte, come in buona parte d’Italia, Alberto Cirio, dichiara a La Stampa di non avere alcuna intenzione di revocare l’ordinanza che da domani entrerà ufficialmente in vigore. Ogni studente dovrà entrare a scuola con l’autocertificazione, scritta sul diario, di aver misurato la temperatura a casa da parte dei genitori e, nel caso di assenza di questi ultimi, a scuola.

La telefonata di Azzolina

La disposizione per le scuole del Piemonte ha creato scompiglio nei piani alti del ministero dell’Istruzione. Cirio racconta di una telefonata in cui la ministra Azzolina lo avrebbe invitato a ripensarci: troppi problemi alle famiglie, obbligate ogni mattina a dover scrivere sul diario. Ma il governatore tira dritto e a La Stampa dichiara di non voler «arretrare di un millimetro». Il provvedimento regionale entrerà dunque in vigore mentre le obiezioni di Azzolina sembrano per il governatore del tutto infondate.

«Ho risposto alla ministra che un’autocertificazione non è un problema per nessuno» ha detto, «io scrivo e firmo tutti i giorni sul diario di mia figlia, attestandone la partecipazione o meno alla mensa». Un’attenzione a cui Cirio non è disposto a rinunciare anche come genitore, dichiarandosi preoccupato per i propri figli e interrogandosi sulla reticenza da parte di Azzolina su una scelta del genere. «Non si capisce perché si controlla la temperatura nelle fabbriche, negli uffici e nei musei salvo derogare nella scuola, campo di pertinenza statale» ha detto.

«Combatteremo con ogni mezzo»

Oltre all’impegno dei genitori, anche la scuola è chiamata al controllo giornaliero di quanto certificato dalle famiglie. «Non mi sembra esagerato neanche questo» ribatte Cirio, ricordando come nel caso di mancata misurazione, sarà compito dell’istituto scolastico rimediare «prima dell’inizio dell’attività didattica».

Il rischio è che il governo impugni l’ordinanza, ma neanche questo sembra preoccupare il governatore del Piemonte che annuncia già di difendersi «con ogni mezzo». L’ulteriore riferimento di Cirio poi è nei confronti dei medici, che sembrano sostenere la decisione. «Da molte scuole mi invitano ad andare avanti», ha detto, «i medici e i pediatri approvano la nostra linea. Nessuno mi convincerà mai che sto sbagliando».

Mancano ancora mascherine, banchi e cattedre

Il governatore fa sapere poi delle gravi mancanze da parte del governo nei confronti delle forniture necessarie alla ripartenza. Alla vigilia del rientro, Cirio dichiara di avere «tutt’ora problemi di mascherine, di banchi che mancano, di cattedre scoperte».

La richiesta di intervento è stata ripiegata sull’Unità di crisi regionale, che come spiega il governatore, «trasferirà nelle sedi provinciali quantitativi di mascherine» per rifornire le scuole ancora sprovviste. Alla luce di tale lacune, le obiezioni sull’ordinanza emessa appaiono al governatore ancora più futili: «Di fronte a queste mancanze mi contestano il controllo del diario scolastico?», ha chiesto.

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