Regionali, in Veneto il partito No Vax supera Italia Viva. Il candidato Girotto aveva definito il lockdown una «dittatura sanitaria»

Per il volto veneto del Movimento 3 V (Vaccini Vogliamo Verità), il virus è stato creato in laboratorio, l’isolamento è stato forzato e le chiusure inspiegabili

La sfida tra Lega e Pd, il tentativo dei dem di un’alleanza con i 5 Stelle e i risultati schiaccianti di alcuni governatori. Il voto alle Regionali è stato tutto questo. Ma dietro al rumore delle forze politiche più grandi, c’è un’altra partita che si è giocata: è quella dei No Vax, candidatisi in tre Regioni italiane. Il Movimento 3 V (Vaccini Vogliamo Verità) è sceso in campo in Veneto, Toscana e Marche. Ma è nella regione che ha visto il voto plebiscitario per Luca Zaia che il partito No Vax ha preso “più voti”. Con lo 0,88%, il candidato Paolo Girotto ha superato anche la candidata di Italia Viva, Daniela Sbrollini, ferma allo 0,62%.


Girotto, medico veterinario, è un personaggio che già aveva fatto parlare di sé durante i mesi della pandemia, non solo per la sua posizione sui vaccini ma anche per le teorie sulla diffusione del virus. Proprio in Veneto, dove a febbraio è stato registrato nel comune padovano di Vo’ Eugano il primo morto in Italia per Coronavirus, Girotto ha parlato del lockdown come di segregazione: «Ci hanno rinchiusi obbligatoriamente in casa. Questa è una vera dittatura sanitaria».

In un’intervista al Corriere del Veneto qualche giorno prima del voto, Girotto ha rifiutato l’etichetta di negazionista e complottista. Per lui il virus è stato chiaramente creato in laboratorio perché è impossibile che in soli sei mesi abbia fatto il salto di specie dal pipistrello all’uomo. Un’interpretazione errata dell’allarme sanitario che secondo il candidato No Vax ha portato a un isolamento forzato e alla inspiegabile chiusura delle scuole con «misure traumatiche per i bambini».

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