Coronavirus, primo morto in Italia a Padova: è un 78enne ricoverato con una donna di 67 anni

La prima vittima del coronavirus è un anziano di Vo’ Euganeo

La prima vittima del coronavirus è un anziano di 77 anni. Si tratta di uno dei due anziani, l’altra è una donna di 67 anni, risultati positivi al primo test effettuati all’ospedale di Schiavonia, in provincia di Padova, dove era ricoverato da una decina di giorni per precedenti patologie. Non era stato ancora trasferito all’Ospedale di Padova, come riferito in un primo momento: «Non c’è stato neppure il tempo per poterlo trasferire», ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.


I due anziani abitavano entrambi a Vo’ Euganeo, paese nella zona dei Colli padovani. I due anziani, secondo quanto riporta Il Gazzettino, sarebbero rimasti contagiati frequentando lo stesso bar. Per questi due casi si era ancora in attesa delle controanalisi dei tamponi, inviati allo Spallanzani di Roma.

Chi era

Si chiamava Adriano Trevisan e aveva 78 anni, l’uomo di Vo’ Euganeo deceduto in Veneto a causa dell’infezione da coronavirus. Ex titolare di una piccola impresa edile, oggi era in pensione. Trevisan aveva tre figli, una delle quali, Vanessa, era stata sindaco di Vo’.

Finora in Veneto erano stati riscontrati nove casi sospetti, tutte persone che erano rientrati dalla Cina, risultati finora negativi ai test. Restano in isolamento fiduciario 77 persone. In totale sono 14 i casi positivi di coronavirus in Lombardia, con gli 8 nuovi segnalati nella conferenza stampa alla Regione. A questi si devono aggiungere gli altri 2 casi in Veneto, risultati positivi ai primi test.

A Vo’ Euganeo chiuse scuole e negozi

«Per noi le analisi sono positive, stiamo aspettando la conferma dallo Spallanzani, ho parlato più volte con Borrelli oggi pomeriggio». Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, giungendo a Padova nella sede dell’Ulss 6 Euganea dopo la notizia dei due veneti positivi al coronavirus. Zaia ha confermato che «sono due cittadini di Vo’ Euganeo, uno del ’42 e uno del ’53, uno in condizioni critiche in terapia intensiva».

«Siamo preoccupati – ha aggiunto – ho parlato col sindaco di Vo’ Euganeo per adottare tutte le misure: chiusura delle scuole, degli esercizi commerciali, cercando di ricostruire tutte le attività sociali e i contatti che queste persone hanno avuto per capire qual è il livello di cordone sanitario da mettere in atto. Non bisogna diffondere il panico ma prima regola è l’isolamento».

Nel Comune di Vo’ Euganeo è stata decisa la sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche, delle attività commerciali e lavorative, sportive, ludiche e la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. Vietate anche le fermate dei mezzi pubblici e deciso l’avvio dello screening a tutta la popolazione. Lo ha deciso la task force riunitasi a Padova. Per i contatti stretti e familiari dei due casi conclamati e’ avviato un controllo approfondito a malattie infettive con test e esami e in isolamento fiduciario con sorveglianza attiva: saranno contattati due volte al giorno dal personale medico.

Tamponi per i dipendenti dell’ospedale di Padova

Tamponi per tutti i dipendenti dell’ospedale di Schiavonia (Padova), dove inizialmente sono stati ricoverati i due pazienti veneti risultati positivi al coronavirus. Ad annunciarlo è il presidente del Veneto, Luca Zaia. «I due erano all’ospedale di Schiavonia e uno ci è rimasto una decina di giorni. Si tratta di un contagio secondario perché arriva da un’altra persona. Ora il tavolo della task force sta lavorando unicamente per cercare di definire il cordone sanitario da creare, ovviamente con la massima tutela per gli operatori della sanità che hanno avuto contatti diretti. La mia volontà è di fare i tamponi a tutti per questa verifica».

Uno dei due pazienti ricoverati per coronavirus «ha sviluppato una malattia importante alle vie aeree ed era curato per una normale influenza». «Siamo molto preoccupati – ha spiegato Zaia – perché questo è un virus maledetto, è problematico e sorprende ora dopo ora».

La situazione a Schiavonia

A Schiavonia (Padova), invece, «andiamo gradualmente a svuotare l’ospedale, in maniera tale da sanificare il tutto» ha dichiarato il presidente del Veneto. Per quanto riguarda Vo’ Euganeo, dove i due risiedono «anche lì i luoghi frequentati dai due signori verranno chiusi e stiamo ricostruendo tutte le relazioni sociali e i contatti che questi signori hanno avuto, per fare i tamponi e verificare se ci sono soggetti positivi».

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