Nelle bozze del Dpcm non c’è il coprifuoco. Locali chiusi alle 24, stop per fiere e congressi

Secondo le bozze che stanno cominciando a circolare, avrebbe vinto la linea delle regioni: i ristoranti chiuderanno alle 24 e ci sarà l’obbligo di avere massimo sei persone ai tavoli

Mentre si prolunga l’attesa per la conferenza stampa in cui il premier Giuseppe Conte presenterà le misure restrittive decise dal governo in ottica di lotta ai contagi di Coronavirus in pericoloso ed esponenziale aumento, circolano le prime bozze del nuovo Dpcm in arrivo a pochi giorni dall’ultimo del 13 ottobre scorso. «I sindaci dispongono la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private», si legge nell’ultima bozza del testo.


Scuola

Il nodo della scuola è quello, insieme a quello delle palestre, su cui si sta tentando di trovare una quadra, con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina contraria alle ipotesi di didattica a distanza. «Previa comunicazione al Ministero dell’Istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferito ai specifici contesti territoriali, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza», si legge nella bozza di dpcm.

E sul punto dello scaglionamento degli ingressi la disposizione ipotizzata è quella di modulare «ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9». Un altro scenario che vedrebbe Azzolina contraria.

Ristorazione

Passa la linea delle Regioni: niente coprifuoco ma chiusura locali a mezzanotte. «Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5 sino alle ore 24 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18 in assenza di consumo al tavolo. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze».

Si fermano, come era prevedibile, congressi, sagre e fiere. «Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale ed i congressi, previa adozione di protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico (Cts), e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni e alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro». I congressi sono consentiti solo a distanza.

Palestre e piscine

Su proposta del ministero dello Sport, «l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle Regioni e dalle Province autonome»

Il documento

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