A Santa Fe l’obelisco che celebrava le uccisioni dei nativi americani potrebbe non essere ricostruito – Il video

Secondo il comune ci sono «una serie di questioni legali in esame nell’ufficio del procuratore della città» in merito alla statua da tempo contestata dagli attivisti per i diritti degli indigeni

Due persone sono state arrestate nei giorni scorsi dopo che degli attivisti hanno fatto cadere e distrutto una statua a Santa Fe, New Mexico, negli Stati Uniti, che a loro avviso celebrava il massacro degli indigeni. Era da tempo che la comunità di nativi americani chiedeva che il monumento venisse rimosso. Le manifestazioni contro l’obelisco che sorgeva in mezzo a Plaza Park sono andate avanti per una settimana, sulla scia di quanto sta accadendo negli ultimi mesi. A detta degli attivisti e delle attiviste quell’obelisco rappresentava la celebrazione della strage dei nativi americani.


Secondo quanto ha poi ricostruito anche il sindaco di Santa Fe Alan Webber, alcuni manifestanti si sono incatenati sull’obelisco. E proprio qui scatta anche la successiva polemica: alcuni consiglieri comunali hanno chiesto al sindaco perché, invece di lasciare protestare pacificamente gli attivisti, si sia dato mandato alle forze dell’ordine di reagire e quindi, a loro dire, di esacerbare l’atmosfera. Anche perché non vi sarebbero evidenze di una particolare propensione alla violenza e alla distruzione da parte di chi inizialmente era sceso in piazza.

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Il New Mexico stava celebrando, il 12 ottobre, la Giornata del Popolo Indigeno – molti stati stanno man mano abbandonando la celebrazione del Columbus Day il secondo lunedì del mese di ottobre – mentre, ricostruisce la Cnn, l’estate appena trascorsa aveva visto disordini razziali durante la quale i manifestanti hanno abbattuto altre statue e monumenti in onore di figure controverse e parti razziste del passato del paese. Il sindaco Webber ha condannato le violenze e detto che «non è solo una violazione della legge, è una violazione dei legami tra le persone nella nostra comunità».

Per il primo cittadino «Non c’è posto per le persone che prendono la legge nelle proprie mani. Non c’è posto per le persone che distruggono i monumenti storici da sole», ha detto Webber. Il monumento era stato costruito nel 1868 per onorare i soldati dell’Unione della Guerra Civile. Gruppi indigeni e attivisti da anni lo criticavano per un’iscrizione sulla sua base che celebrava «gli eroi caduti nelle varie battaglie contro i selvaggi indiani nel territorio del New Mexico».

Ora l’obelisco sarà ricostruito? Il sindaco Webber in passato si era detto favorevole alla rimozione, ora però sull’ipotesi di ricostruire l’obelisco ha fatto sapere che sono stati raccolti e conservati pezzi del monumento tirato giù. Non è chiaro quali saranno i prossimi passaggi. Secondo una nota della città di Santa Fe , infatti, ci sono «una serie di questioni legali in esame nell’ufficio del procuratore della città» in merito all’obelisco. «Tutti dovrebbero riconoscere che queste situazioni sono complesse e le questioni con cui siamo impegnati sono complicate». Non sarebbe infatti chiara la proprietà del monumento.

In copertina video Twitter @QMichaelQ2

In copertina foto Flickr

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