Durissimo attacco di De Luca a Conte: «Decisioni improvvisate, male preparate e peggio motivate» – La lettera

Il presidente della regione Campania ha criticato l’ultimo Dpcm del governo e lamenta la mancanza di personale medico e di aiuti a medio termine per le classi più colpite dalle misure

«Attendiamo che il governo dica parole chiare ed esca dai balbettii e si assuma responsabilità piene». Vincenzo De Luca non è contento dell’azione di contrasto al Coronavirus intrapresa dal governo Conte e non usa mezzi termini per manifestare tutto il suo disappunto. Secondo il presidente della regione Campania – dove oggi sono stati registrati circa 2.400 nuovi casi di positività al virus – le ultime misure contenute nell’ultimo Dpcm sono tardive e, soprattutto, insufficienti.


Il governatore chiede più aiuti: «Mancano medici e infermieri»

«Dopo mesi di sottovalutazioni, di ottimismi forzati e di mezze misure, ci troviamo di fronte a decisioni improvvisate, male preparate e peggio motivate, e in un contesto nel quale molti operatori economici hanno visto non attuati gli impegni del governo – scrive il governatore in una lettera indirizzata al premier -. Nei prossimi giorni verificheremo rigorosamente e puntigliosamente il rispetto degli impegni assunti dal governo in relazione ai comparti economici colpiti dal Dpcm».

In particolare, De Luca si lamenta del fatto che il governo e la Protezione Civile non hanno mandato un numero di personale sanitario sufficiente per far fronte alla seconda ondata, come da lui richiesto. Ad oggi, sarebbero arrivati 22 medici e 81 infermieri, molti di meno rispetto ai 600 medici e 800 infermieri chiesti dalla Regione Campania il che equivale, come scrive il presidente di regione, a «una sottodotazione drammatica di personale».

Altro tasto dolente – anche alla luce delle proteste che hanno avuto luogo a Napoli subito dopo l’annuncio delle nuove restrizioni – sono gli aiuti economici. «Riteniamo grave – prosegue De Luca – il ritardo del governo nella definizione di un piano socio economico nazionale di sostegno non per un mese, ma per tutta la fase di presenza dell’epidemia. Chiedo formalmente che il governo decida di convocare un tavolo con la Regione per la messa a punto in tempi immediati di questo piano di sostegno per i prossimi mesi».

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