A Washington la marcia dell’universo MAGA pro Trump: dalla milizia neonazista degli Oath Keepers, agli estremisti bianchi dei Proud Boys

Il presidente uscente ha fatto una breve apparizione al corteo per salutare i suoi fan

A una settimana dall’elezione di Joe Biden come 46esimo presidente degli Stati Uniti, i fan di Trump, come definiti da lui stesso, si sono riuniti a Washington per una marcia in favore del tycoon. Una protesta che i suoi organizzatori hanno chiamato in vari modi: da la marcia di MAGA (Make America Great Again), a “ferma il furto”. Come anticipato ieri, il presidente uscente ha poi effettivamente fatto un’apparizione al corteo. Un video l’ha ripreso mentre salutava i suoi sostenitori da dentro una macchina.


Dall’election day, e nei mesi precedenti, il presidente americano ha contestato il processo di voto, accusando gli avversari democratici di aver truccato le elezioni. Accuse che per ora sono state un vicolo cieco, dopo che diversi Stati hanno negato i ricorsi presentati dallo staff del repubblicano per mancanza di prove.

Dell’universo MAGA, sono presenti anche i suprematisti bianchi dei Proud Boys. Già tirati in causa da Trump durante il primo dibattito televisivo con Biden quando il presidente si rifiutò di condannare le loro azioni violente. Tra i gruppi che sfileranno tra le strade di Washington, ci sono anche gli Oath Keepers. Una milizia, formata da decine di migliaia di ex funzionari delle forze dell’ordine e veterani, che ha come obiettivo quello di difendere la costituzione. Per il gruppo armato neo nazista tutto il sistema politico americano starebbe cercando di distruggere la libertà dei suoi cittadini.

Ier, Biden ha ulteriormente consolidato la sua vittoria dopo l’assegnazione della Georgia, con una mappa elettorale finale di 306 grandi elettori per il democratico e 232 per il presidente uscente L’evento, come ha chiarito Politico, mostra come gli attivisti dell’universo Trump abbiano intenzionato di passare i prossimi due mesi, fino all’insediamento di Biden il prossimo 20 gennaio. Saranno settimane di proteste per sostenere le accuse – infondate – di brogli fatte da Trump e appoggiare la sua narrativa che le elezioni sono state truccate.

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