Giulio Gallera dopo aver violato le regole della zona arancione: «Ero sovrappensiero»

di Redazione

In una volta sola l’assessore lombardo ha ignorato due disposizioni contenute nel dpcm del 3 novembre

Dopo la bufera social scoppiata per le foto pubblicate su Instagram che lo ritraevano fare jogging fuori dal suo comune di residenza, Giulio Gallera prova a spiegarsi. «Sono uscito a correre, come faccio quando posso, lungo un percorso urbano tra quelli frequentati da noi runner milanesi – chiarisce l’assessore alla sanità lombarda al Corriere della Sera – ero solo, gli amici li ho incrociati alla partenza e poi ognuno è partito in base al proprio passo e alla distanza che si era prefissato. Io mi sentivo bene, le gambe andavano, avevo la musica nelle orecchie e, se c’era, non ho fatto caso ad alcun cartello che segnalasse il confine comunale. Avrò probabilmente sconfinato di un paio di chilometri e mi dispiace, ma non c’era alcuna intenzione, è avvenuto semplicemente perché ero soprappensiero, immerso nella corsa lungo un percorso milanese riservato a runner e ciclisti».


Insomma, per Gallera si è trattata di una distrazione. Domenica 6 dicembre, l’assessore alla Sanità della Lombardia ha condiviso su Instagram tre foto che lo ritraggono fare jogging con un gruppo di amici fuori dal comune di Milano. Le immagini sono state scattate in via della Martesana, a Cernusco sul Naviglio. Dallo screenshot del Gps si vede inoltre come Gallera sia passato anche per un altro comune: quello di Vimodrone. In una volta sola, l’assessore ha così violato non una, ma due disposizioni contenute nel Dpcm del 3 novembre. Da una parte, quella che prevede che nelle zone arancioni si possa fare sport solo a livello individuale, e dall’altra quella che proibisce di fare attività fisica fuori dal comune di residenza. Un brutto scivolone per l’assessore che condividendo su Instagram la sua domenica fuori città è inciampato in un’autodenuncia.

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