La procura di Roma: «Gli 007 egiziani hanno ammesso di avere seguito Regeni»

Lo si legge nella richiesta di archiviazione per uno dei cinque appartenenti ai servizi segreti del Cairo: «All’inizio negarono ogni azione nei confronti di Giulio, poi dissero di averlo controllato a lungo»

Gli 007 egiziani hanno ammesso di avere seguito Giulio Regeni. È quanto emerge dalla richiesta di archiviazione dei pm di Roma per Mahmoud Najem, uno dei cinque appartenenti ai servizi segreti egiziani finiti nell’inchiesta sull’omicidio del ricercatore italiano. «Sul piano indiziario – si legge – devono essere valutate le condotte di alcuni ufficiali della National Security: all’inizio viene negata dagli stessi ogni azione nei confronti di Giulio Regeni, poi si ammette di averlo attenzionato ma solo per tre giorni, infine si ammette di averlo controllato per un periodo più lungo».


I pm italiani aggiungono nella stessa richiesta di archiviazione che sono stati «verosimilmente» cancellati i video della metropolitana del Cairo del giorno in cui Regeni venne prelevato da membri dei servizi segreti egiziani. Ieri, la procura di Roma ha annunciato di avere chiuso l’inchiesta sull’omicidio del ricercatore italiano. A processo quattro esponenti dei servizi egiziani: Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Sharif. Le accuse a vario titolo sono di sequestro di persona pluriaggravato, concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate.

Fico: «Accuse agghiaccianti»

Sul caso Regeni è intervenuto il presidente della Camera Roberto Fico, in un’intervista ad Al Jazeera: «Come Camera dei deputati manterremo ferma la nostra azione rispetto al chiudere le relazioni diplomatiche con l’Egitto», ha detto confermando la decisione, presa nel novembre 2018, di interrompere i rapporti tra la Camera dei deputati e il Parlamento egiziano. «Siamo stati senza dubbio sconcertati da quello che hanno scritto i magistrati della Procura italiana: sono delle accuse gravissime alla National Security egiziana. Si tratta di parole assolutamente agghiaccianti», ha detto.

«Sappiamo – ha aggiunto Fico – che Regeni è stato seguito ed intercettato per 40 giorni dalla National Security, che è stato sequestrato, che è stato tenuto prima in una caserma e poi nella stanza numero 13 del ministero degli Interni egiziano. Questa situazione è di una gravità assoluta. Tutto il popolo italiano è profondamente indignato».

Conte: «Valuteremo ogni iniziativa»

Oggi, in conferenza stampa a Bruxelles, il premier Giuseppe Conte ha detto che «come governo continueremo ad operare tutti i passi necessari e valuteremo ogni iniziativa»: «Il quadro probatorio consentirà di poter celebrare un processo italiano, con le nostre regole e garanzie, per assicurare la verità su una morte che si è rilevata efferata, cruenta e crudele. E’ un momento importante, sarà un processo credibile, di rilievo internazionale, con l’eventuale partecipazioni di osservatori internazionali. Vogliamo la verità».

Leggi anche: