Calabria, Tallini torna in Consiglio regionale: «Disprezzo la ‘ndrangheta, contro di me accuse superficiali» – Il video

di Redazione

L’ex presidente dell’assemblea dopo l’annullamento degli arresti domiciliari: «Un brutto incubo. Ma guai a delegittimare l’operato della magistratura»

Domenico Tallini, ex presidente del Consiglio regionale della Calabria che si era dimesso dopo essere finito agli arresti domiciliari decisi a seguito dell’operazione Farmabusiness, è rientrato in Consiglio regionale da semplice consigliere. L’assemblea, nell’ultima riunione dell’anno convocata il 29 dicembre per approvare il bilancio, ha infatti preso atto della sentenza del Tribunale del Riesame, che ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti. Tallini era indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio, e in aula ha dichiarato:


Non è facile prendere la parola dopo le tristi vicende che mi hanno riguardato. Una vicenda surreale, un brutto incubo, una sorta di film dell’orrore che non auguro a nessuno, nato da accuse infamanti e senza fondamento. Io sono lontano anni luce dagli ambienti criminali, disprezzo la ‘ndrangheta e la considero la principale causa di arretratezza della nostra terra.


L’ex presidente del Consiglio regionale calabrese ha poi aggiunto:

Non serbo alcun rancore nei confronti di chi ha emesso e chiesto per me l’infamante provvedimento della misura restrittiva ai domiciliari, sulla base di accuse inconsistenti, discutibili, superficiali e di conclusioni investigative basate sul nulla. Ma guai a delegittimare la magistratura, nemmeno quando si è vittime come nel caso mio. La magistratura rimane un baluardo nella lotta alle mafie e alla illegalità. Per questo motivo ho parlato di abbagli, di errori, di errate interpretazioni, di mancati approfondimenti, facendo salva la buona fede della procura ed escludendo ogni ipotesi di inchiesta ad orologeria o di agguato politico.

Video: Consiglio regionale della Calabria

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