I numeri in chiaro, Tizzoni: «L’epidemia è in netta ripresa ma è doveroso riaprire le scuole». Sui decessi: «Picco non ancora superato»

di Giulia Marchina

«La curva epidemica ha ricominciato la sua corsa in salita», ha affermato il ricercatore secondo cui è possibile che anche durante questa seconda ondata si assista a una sottostima del numero dei decessi

In Italia oggi sono +15.378 i nuovi casi di Coronavirus. Il totale dei casi da inizio pandemia, secondo l’ultimo bollettino della Protezione civile e del ministero della Salute sale a 2.181.619 unità. Le vittime oggi sono 649 per un totale di 76.329 decessi. Sono 2.569 le persone ricoverate nei reparti di terapia intensiva: ieri erano 2.579. I ricoverati sono, in tutto, 23.395 contro i 23.317 di ieri (+78). I tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono +135.106. «La curva epidemica ha ricominciato la sua corsa in salita», spiega a Open Michele Tizzoni, ricercatore della Fondazione Isi, commentando i dati degli ultimi giorni.


Professore, qual è la situazione di fronte ai dati di oggi?


«Ci siamo lasciati alle spalle un incremento in media mobile e adesso ricominciamo a salire. Si vede che la situazione richiede particolare attenzione perché quel trend di diminuzione di inizio dicembre ora si è arrestato».

Sposa la teoria di alcuni colleghi che sostengono si sia superato il picco dei decessi?

«C’è stata una fase nella seconda ondata con un di picco contagi e di decessi tra novembre e inizio dicembre. E da lì si è poi vista una riduzione. Però è anche vero che i provvedimenti presi a novembre non sono stati portati fino in fondo e infatti abbiamo ricominciato a risalire. Quindi direi che con la questione del picco superato ancora non ci siamo».

La situazione non è uguale ovunque.

«In una regione come il Veneto mi aspetto che le vittime non diminuiscano per l’andamento epidemico differente rispetto ad altri territori, ad esempio».

Secondo lei oltre che per i contagi, assistiamo anche a una sottostima dei decessi?

«Difficile dire se ci sia una sottostima, ma tipicamente tende a esserci uno scarto. Se riguarderà anche il dato dei decessi di questa ondata, lo vedremo tra un po’ di tempo».

Si può già parlare di un effetto Natale sull’andamento dell’epidemia? Il decreto Natale non ha funzionato?

«A vederla così, sembra che si ritorni a una crescita della curva epidemica. Questa settimana sarà decisiva per capire se ci sarà un’inversione di tendenza».

Quindi colorare i giorni della settimana e le Regioni è valso a poco?

«Diciamo che si poteva fare meglio».

Cosa succederà con la ripresa delle scuole?

«Credo sia giusto avere cautela. Sarebbe stato meglio informare prima sulle modalità e i tempi, questo sì. Ora c’è di mezzo pure la variante Covid, il che non aiuta. La scuola è indubbio che sia uno dei fattori che contribuisce al problema, e cioè a una recrudescenza del virus. Allo stesso tempo credo sia doveroso provare a riaprire in sicurezza».

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