La senatrice renziana Conzatti: «Disponibili a un patto di legislatura e sul Mes si può discutere» – L’intervista

La senatrice di Italia viva, tuttavia, esclude che i parlamentari del suo gruppo possano garantire «un appoggio esterno» alla maggioranza

Il nome di Donatella Conzatti, senatrice ex Forza Italia passata a Italia viva il 18 settembre 2019, era annoverato nell’elenco dei possibili «responsabili», pronti a supportare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a scapito dello strappo di Matteo Renzi. «La senatrice resta nel gruppo di Italia viva», smentiscono con fermezza dal suo staff. Lei stessa, intervistata da Open, dichiara: «Italia Viva è una comunità politica che decide collegialmente». «La decisione di porre delle questioni di merito sui temi – Recovery Plan, Mes, Unità di missione sul Ngeu, Commissari per le grandi opere – l’abbiamo assunta assieme. Assieme – aggiunge, appena uscita dalla riunione con i suoi colleghi di Italia viva – abbiamo deciso che in assenza di risposte o di luoghi politici per decidere in maggioranza, la nostra delegazione ministeriale si sarebbe dimessa».


Senatrice, dopo le dure parole di Renzi su Conte della conferenza stampa di ieri, nelle ultime ore, da Rosato in giù, sembrerebbe che ci sia una forte apertura di Italia viva a riprendere un percorso con il presidente del Consiglio. Vede spazi di manovra per continuare a lavorare con la maggioranza?


«Certamente, rimaniamo costruttivi e disponibili a un patto di legislatura. Possiamo correre assieme per l’Italia ma per correre dobbiamo ristabilire una direzione comune chiara».

È possibile, per Italia viva, continuare a far parte della maggioranza in maniera organica senza avere incarichi di governo?

«Abbiamo garantito i voti necessari a tutte le prossime misure economiche e sanitarie già programmate come il nuovo scostamento di bilancio di oltre 20 miliardi necessario per il decreto Ristori 5. Il settore della montagna, della ristorazione, il settore turistico e gli altri più colpiti devono essere ristorati al più presto. Ma non significa che saremo in appoggio esterno. Significa che mentre lavoriamo a un patto di legislatura, la priorità restano le esigenze del Paese. Non è mai stata una questione di ruoli, tanto che i nostri rappresentanti li hanno liberati, ma una questione di temi da affrontare e risolvere».

Il Mes resta una questione dirimente o siete disposti a trattare su questo punto pur di avviare un percorso che restituisca stabilità all’esecutivo?

«Siamo disposti a capire perché alcuni ritengano di insistere sul no alla linea di finanziamento sanitaria istituita ex novo dal Mes. Ma perché non si possono liberare le risorse, oltre 20 miliardi, che oggi il Recovery Plan destina alla sanità a favore del lavoro giovanile o delle famiglie e finanziare la sanità con la linea di credito specifica? A oggi non abbiamo avuto risposte. La politica è confronto e la politica in coalizione è confronto con tutte le anime politiche di quella coalizione».

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