La seconda ondata di contagi ha colpito di più i ragazzi dai 10 ai 14 anni: il report dell’Ats di Bergamo

Nel monitoraggio di Ats Bergamo il tasso di incidenza dei pre-adolescenti frequentanti elementari e medie ha registrato il numero più alto: 15 casi ogni 1000. Per un totale di di 902 casi in tutto. Nella prima ondata erano stati 51

Secondo i dati del Servizio epidemiologico aziendale dell’Ats di Bergamo la seconda ondata di contagi da Covid-19 ha colpito più di tutti i giovani. In modo specifico, la fascia d’età dai 10 ai 14 anni anni è quella che ha riscontrato il tasso d’incidenza più alto in assoluto: 15 casi su ogni 1000 a partire da settembre. Come riporta L’Eco di Bergamo, nella categoria che frequenta scuole elementari e medie il virus dunque ha corso di più e lo ha fatto anche rispetto ai ragazzi delle superiori tra i 15 e i 19 anni (12,5 su 1000), da mesi costretti a casa per la chiusura delle scuole.


I dati raccolti nella Bergamasca raccontano di una seconda ondata che ha anche ridotto di un terzo l’età media dei contagiati rispetto alla prima: 62 anni nella prima ondata, composta da circa 15.400 casi, 43 anni nella seconda, dove le infezioni sono state attorno alle 13.800. Le fasce fragili degli anziani al centro del rischio nei primi mesi di pandemia ora sembra aver lasciato il posto ai più giovani, con un valore assoluto di casi per la categoria dai 10 ai 14 anni che ha raggiunto quota 902 su circa 58 mila pre-adolescenti.

Cifre in netto aumento rispetto ai dati raccolti durante il primo grande picco, quando i giovani contagiati nella stessa fascia d’età erano stati appena 51. Il trend ribaltato si conferma nel fatto che il tasso d’incidenza più basso in assoluto viene riscontrato proprio nei soggetti tra i 65 e i 69 anni, con 8,5 casi per 1.000 individui. Numeri inediti quelli che vengono da Bergamo e che aprono nuovi scenari di riflessione su una categoria finora considerata solo sfiorata dal virus.

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