Sondaggio Pagnoncelli all’alba della crisi di governo: Italia Viva sprofonda a 2,4%, per gli italiani Renzi agisce per interessi personali

di Giada Ferraglioni

Il 43% degli intervistati andrebbe avanti con il Conte II e il 44% incolpa Renzi di aver seguito «i propri interessi personali o di partito»

Con la crisi di governo a un passo, pensano ancor di più i nuovi equilibri all’interno delle coalizioni che emergono con l’ultimo sondaggio Ipsos di Nando Pagnoncelli pubblicato sul Corriere della Sera. Italia viva di Matteo Renzi – che lo scorso 13 gennaio ha annunciato le dimissioni di Teresa Bellanova, Ivan Scalfarotto e Elena Bonetti – sprofonda al 2,4%. Le tensioni con la maggioranza dell’ultimo mese non sembrano aver giovato al partito, che perde lo 0,6% in 30 giorni, scendendo sotto la soglia cruciale del 3%.


A crescere è invece Forza Italia, che aumenta di quasi un punto rispetto dicembre e torna sopra al 10% (10,2%). Nella classifica delle intenzioni di voto rimane in testa la Lega, seppur in perdita, con il 23% (-0,4%), seguita dal Pd quasi al 20% (-0,3%) e dal Movimento 5 Stelle al 16,3% (+0,3%). Fratelli d’Italia diminuisce di un punto e arriva al 15%. Resta alta la percentuale di astenuti o indecisi, anche se leggermente in diminuzione: 39%.

Sondaggio Ipsos, elaborazione grafica per il Corriere della Sera

Le opinioni sulla crisi

Non è bastata una conferenza stampa a chiarire la crisi di governo. Secondo il sondaggio, il 42% degli italiani intervistati ha dichiarato esplicitamente di non averle compreso le ragioni della rottura nell’esecutivo, e il 13% ha preferito non esprimersi. I motivi dell’uscita dalla maggioranza di Italia viva sono stati capiti da meno della metà dei cittadini coinvolti: il 45%.

Tra le motivazioni individuate in generale nelle risposte, al primo posto c’è il protagonismo di Renzi: secondo il 44% degli intervistati, la crisi è stata causata dal «desiderio di Renzi di inseguire i propri interessi personali o della sua parte politica». Una risposta, questa, data in parte anche da chi ha dichiarato di non aver capito i motivi. La percentuale sale al 52%, invece, se si considerano solamente le risposte di chi ha dichiarato di aver compreso le cause delle dimissioni.

Il 25%, invece, ha dichiarato di non saper rispondere: un italiano su 4, quindi, appare disorientato davanti ai più recenti sviluppi politici. Appena il 16% fa derivare la crisi da questioni politiche di merito («Renzi e il suo partito hanno posizioni troppo differenti su temi importanti, rispetto a Giuseppe Conte e agli altri partiti della maggioranza»), il 9% la attribuisce la a uno scontro personale tra “Matteo” e “Giuseppe”, e il 6% al desiderio di Conte di seguire i propri interessi.

A criticare maggiormente Renzi sono stati glie elettori dei partiti di maggioranza, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, mentre gli elettori del centrodestra sono meno critici e ritengono in maggioranza che la colpa sia di Conte o di uno scontro tra i due. In ogni caso, secondo il 43% degli intervistati il governo Conte II dovrebbe andare avanti, contro il 36% di chi ritiene che sia giunto al suo atto finale.

Immagine di copertina: ANSA/ETTORE FERRARI

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