Navalny arrestato, la Lega a Strasburgo si smarca dalla Russia: «Una vicenda inaccettabile»

di Redazione

L’eurodeputato e presidente del gruppo Identità e Democrazia al Parlamento europeo ha applaudito la condanna di Mosca da parte della comunità internazionale, a partire dagli Usa di Biden

Sembrano lontanissimi ormai i giorni in cui Matteo Salvini si fotografava davanti al Cremlino a Mosca. Dopo l’arresto del dissidente russo Alexei Navalny, appena rientrato in Russia dopo aver passato circa cinque mesi di convalescenza per avvelenamento in Germania, la Lega ha deciso di prendere le distanze da Vladimir Putin con un discorso che è stato affidato a Marco Zanni, europarlamentare e presidente del gruppo sovranista Identità e Democrazia al Parlamento europeo.


Zanni atlantista: Gli Stati Uniti «punto di riferimento»

«Quanto vissuto negli ultimi mesi sulla vicenda Navalny è inaccettabile, la democrazia deve seguire certi principi e certe regole», ha dichiarato Zanni che ha applaudito la condanna di Mosca da parte della comunità internazionale e in nome della difesa dei diritti civili e umani il cui rispetto «deve essere sempre al centro delle relazioni tra Stati membri, tra l’Ue e i Paesi terzi».

Un prologo per una successiva virata in chiave atlantista: «Per essere completamente credibile in queste richieste – ha continuato Zanni – l’Ue deve però avere un approccio comune con tutti gli Stati terzi con cui si trova a collaborare e dialogare, condannando in maniera uniforme e unanime i comportamenti sbagliati, allineandosi con gli alleati occidentali e con gli Stati Uniti, guardando verso l’Atlantico come punto di riferimento».

Alla dichiarazione di “fede” americana è seguita poi invece una critica ai vertici europei che a fine anno avevano raggiunto un accordo “di principio” sugli investimenti con la Cina, dopo ben sette anni di negoziati. «Quanto avvenuto con Pechino non è un bell’esempio – ha aggiunto Zanni -: nonostante in Cina il rispetto di diritti umani, civili e politici non venga garantito – come confermano i fatti di Hong Kong, Bruxelles ha deciso di firmare accordi con il regime, chiudendo gli occhi per tutelare gli interessi commerciali di qualcuno».

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