Bielorussia, nomina al Nobel per la Pace per il movimento d’opposizione. La leader: «Grande espressione di solidarietà per la nostra lotta»

A nominare il Paese, dove le manifestazioni anti-governative esplose ad agosto vanno avanti nonostante la repressione violenta delle forze dell’ordine, è stato il premier lituano Gitanas Nausėda

«Un momento incredibile». Così Svetlana Tikhanovskaya, leader dell’opposizione bielorussa, commenta la sua nomina e quella di tutti i cittadini bielorussi al Nobel per la Pace da parte del presidente della Lituania Gitanas Nausėda. «Si tratta di una grande espressione di solidarietà con la Bielorussia e un riconoscimento che la nostra lotta pacifica per la pace ha ispirato l’intero mondo dall’agosto scorso».


È proprio in Lituania che Tkhanovskya, ex insegnante e moglie di un blogger incarcerato dal regime, si è rifugiata dopo le elezioni farsa che hanno visto la riconferma di Lukashenko con l’80% dei voti ad agosto. Da allora è diventata la paladina e portavoce dell’opposizione bielorussa, che da oltre sei mesi sfila ogni domenica per chiedere le dimissioni di Lukashenko, in carica dal 1994, nonostante la violenta repressione portata avanti dalle forze di polizia.

Come funziona il processo di nomina

Qualsiasi politico in servizio a livello nazionale può candidare una persona – o come in questo caso, un intero movimento – al premio Nobel per la pace, motivando la decisione con una lettera di 2 mila parole. La scadenza per la presentazione di quest’anno è il 1 ° febbraio e la commissione dovrà preparare una rosa di candidati entro la fine di marzo. Il vincitore invece verrà scelto ad ottobre e la cerimonia di premiazione è prevista per il 10 dicembre.

L’anno scorso, il Nobel per la Pace è stato vinto dal World Food programme per «i suoi sforzi per combattere la fame nel mondo», su oltre 300 nomination, tra cui l’attivista svedese Greta Thunberg e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La scorsa settimana invece è un deputato norvegese, Petter Eide, ha nominato il movimento Black Lives Matter, nato nel 2013 e diventato un fenomeno globale nel 2020 dopo l’uccisione di George Floyd negli Stati Uniti.

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