Vaccini anti-Covid, report Aifa sulle reazioni avverse: «Sicurezza confermata. In un mese 13 decessi non correlati al vaccino»

Il rapporto sarà mensile. Il 7,6% delle segnalazioni viene classificato come «grave»: si stanno approfondendo tutti gli elementi per valutare eventuali nessi con la vaccinazione

Dal V-Day, ovvero da quel 27 dicembre 2020 in cui tutto è cominciano, fino al 26 gennaio scorso sono stati segnalati 13 decessi nelle ore successive alla somministrazione del vaccino anti-Covid in tutta Italia. Decessi che «non sono risultati correlati alla vaccinazione e sono in larga parte attribuibili alle condizioni di base della persona vaccinata». Mentre la campagna vaccinale prosegue tra alti e bassi, e mentre la vera sfida, avvertono esperti ed esperte, sarà la vaccinazione della popolazione generale, arriva il primo Rapporto di farmacovigilanza sui vaccini Covid-19, pubblicato oggi sul sito dall’Agenzia italiana del farmaco. Il report, che verrà realizzato ogni mese, analizza le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza ai vaccini Pfizer-BioNTech (fino a ora i più diffusi) e Moderna.


Aifa

Le segnalazioni infatti riguardano soprattutto la prima dose del vaccino Comirnaty (99%), che è stato il più utilizzato, e solo in minima parte il siero Moderna (1%), spiega l’Aifa. Comirnaty di Pfizer/BioNTech è stato autorizzato dal 22 dicembre scorso e usato a partire dal V-Day di dicembre, mentre Moderna è stato autorizzato il 7 gennaio ed è in uso dal 14.

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I numeri

Nel periodo preso in analisi, si legge nel rapporto, è emersa quindi la segnalazione di 13 decessi nei momenti successivi all’iniezione. Ma nessuna correlazione emerge fino a questo momento con la vaccinazione. In generale nel primo mese di campagna vaccinale «sono pervenute 7.337 segnalazioni su un totale di 1.564.090 dosi somministrate (tasso di segnalazione di 469 ogni 100mila dosi): il 92,4% fa riferimento a eventi non gravi. Quelli che abbiamo imparato a conoscere dai racconti di chi si è sottoposto al vaccino: «dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari», soprattutto in relazione alla somministrazione del richiamo dopo 21 giorni.

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«Con Comirnaty sono state osservate anche cefalea, parestesie, vertigini, sonnolenza e disturbi del gusto mentre con il vaccino Moderna, nausea e dolori addominali», si legge ancora nel report. Tutte reazioni «già attese» e che «insorgono prevalentemente lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo (85% dei casi)». I numeri raccontano di una situazione positiva. «Un elevato tasso di segnalazione è indicativo di una elevata sensibilità alla segnalazione e all’importanza che questo atto riveste per lo studio della sicurezza del farmaco», spiega ancora l’Aifa. È indice «dell’elevata capacità del sistema di farmacovigilanza nel monitorare la sicurezza». E ancora: il 7,6% delle segnalazioni è classificato come «grave», e sono al momento in corso le opportune valutazioni per comprendere il nesso con la somministrazione del siero. Tre volte su quattro, si specifica, non hanno comunque «richiesto intervento specifico in ambito ospedaliero».

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