Coronavirus, Brescia ha di nuovo paura: «Variante inglese in oltre il 50% dei tamponi positivi» – L’intervista

Il direttore generale dell’Ats Claudio Sileo: «Gli accessi in pronto soccorso e i ricoveri stanno aumentando». Necessari due trasferimenti a Bergamo di pazienti in terapia intensiva

L’Ats di Brescia stima che in oltre il 50% dei tamponi positivi al Coronavirus del territorio di sua competenza sia ormai presente la variante inglese. Il dato arriva dal direttore generale dell’Agenzia di tutela della salute, Claudio Sileo, che a Open ha spiegato: «Le varianti circolano e si stano diffondendo anche altrove. La nostra è una stima basata su campionamenti. Non so dire se Brescia sia la provincia più colpita dalle varianti, noto però che le zone rosse sono state istituite in quattro province diverse della Lombardia».


Il riferimento è ai quattro comuni in cui dalla serata del 17 febbraio è scattata la zona rossa: Bollate (Milano), Castrezzato (Brescia), Mede (Pavia) e Viggiù (Varese). I negozi e le scuole sono chiusi, mentre i residenti possono uscire di casa solo per motivi di necessità e urgenza, muniti di autocertificazione. A Castrezzato, poco più di 7 mila abitanti, i contagi da inizio emergenza sanitaria sono circa 600, ma di questi 140 sono stati rilevati negli ultimi sette giorni.

Trovati anche casi sporadici di variante brasiliana e uno di variante sudafricana

Sileo spiega che l’Ats di Brescia ha trovato anche casi sporadici di variante brasiliana e uno di variante sudafricana: «Pare si tratti di un caso isolato, senza legami diretti con un viaggio all’estero o con viaggiatori di ritorno nel nostro Paese». Negli ospedali della provincia, in ogni caso, gli accessi in pronto soccorso e i ricoveri stanno aumentando: «Stavano andando abbastanza bene, ora da qualche giorno c’è un aumento dell’afflusso, soprattutto nelle strutture dell’Asst della Franciacorta» cui fanno riferimento sia Castrezzato, sia il comune di Corzano, alle prese nei giorni scorsi con un altro focolaio.

Si sono resi necessari anche i primi trasferimenti di pazienti in terapia intensiva, con due persone che dall’ospedale di Chiari sono state portate a Bergamo. «Gli ospedali di Brescia non sono saturi», precisa Sileo, «ma assistiamo a un aumento del numero di ricoveri soprattutto nella zona della Bassa, al confine con la Bassa bergamasca e con il Cremonese».

C’è il rischio di passare in zona rossa?

Ma c’è il rischio che tutta la provincia possa andare in zona rossa? «Non me lo aspetto», risponde Sileo, «ma bisogna capire cosa succederà a livello regionale, perché se l’intera Lombardia dovesse passare in fascia arancione, la cosa sarebbe dirimente». L’ordinanza che ha istituito la zona rossa a Castrezzato, infatti, nasce in un contesto regionale di colore giallo. Se tutta la Lombardia dovesse diventare arancione, scatterebbero automaticamente misure più restrittive, e la necessità di misure più rigide a livello locale potrebbe venire meno.

Nonostante queste difficoltà, anche l’Ats di Brescia ha iniziato la campagna di vaccinazione per gli over 80. Conclude Sileo: «Stamattina ho visitato a Brescia il centro di via Morelli. Abbiamo vaccinato un signore di 101 anni, il più anziano del gruppo. Poi parecchi tra i 100 e i 90 anni. Proseguiremo nel pomeriggio e anche nel weekend, domenica compresa. Mentre la prossima settimana, coerentemente con la disponibilità di vaccini Pfizer, apriremo altri punti di somministrazione».

Foto di copertina: ANSA / Filippo Venezia | La piazza di Castrezzato, in provincia di Brescia, dove dalla serata del 17 febbraio è scattata la zona rossa

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