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Raid Usa in Siria contro obiettivi filo-iraniani, almeno 17 morti: è il primo attacco dell’era Biden

26 Febbraio 2021 - 08:35 Redazione
epa08968807 A handout photo made available by the US Air Force shows a US Air Force B-52 Stratofortress (R, rear) from the 2nd Bomb Wing, Barksdale Air Force Base, Louisiana, USA flying with Royal Saudi Arabian Air Force F-15SAs during a bomber task force mission over the US Central Command area of responsibility, at an undisclosed location, 27 January 2021. The Pentagon said on 26 January that it sent a B-52 bomber across the Persian Gulf region in a show 'to deter potential aggression' from Iran, media reported. The B-52 is a long-range, heavy bomber that is capable of flying at high subsonic speeds of altitudes of up to 50,000 feet.  EPA/SENIOR AIRMAN ROSLYN WARD/US AIR FORCE HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
Il Pentagono si dice convinto di aver colpito gli «obiettivi giusti»: si tratta di una «risposta militare proporzionata, programmata in risposta agli attentati contro le basi statunitensi in Iraq»
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Primo attacco aereo del presidente Joe Biden. Nella notte, gli Stati Uniti hanno lanciato raid in Siria contro obiettivi filo-iraniani. Stando a quanto riportato dall’Osservatorio siriano dei diritti umani, ci sarebbero «almeno 17 vittime, tutte di Hachd al-Chaabi» e dunque tutti combattenti pro-Iran. Ma si tratta solo di un primo bilancio, non definitivo. «Gli attacchi hanno distrutto tre camion di munizioni», ha precisato l’osservatorio. Il Pentagono, dal canto suo, ha fornito alcune spiegazioni in una nota per giustificare l’azione offensiva: «L’attacco è stato programmato in risposta agli attentati contro le basi statunitensi in Iraq», si legge nella comunicazione. Lo strike, ordinato dal presidente, era finalizzato a danneggiare la capacità della milizia di condurre in futuro altri attacchi.

Pentagono: «Risposta militare proporzionata»

«Siamo fiduciosi sull’obiettivo che abbiamo attaccato, siamo convinti che era usato dalla stessa milizia sciita che ha condotto gli attacchi» contro basi statunitensi in Iraq. Queste le parole del del Pentagono John F. Kirby, secondo cui i raid hanno localizzato e distrutto diverse strutture in prossimità di un punto di controllo alla frontiera, solitamente usate da una serie di gruppi di militanti sostenuti dall’Iran, compresi Kait’ib Hezbollah e Kait’ib Sayyid al-Shuhada. Secondo il Pentagono, si tratta dunque di una «risposta militare proporzionata» portata avanti consultando i partner della coalizione e quindi tenendo conto delle misure diplomatiche. Si tratta comunque di un’azione messa in campo nell’ambito di una probabile ripresa dei negoziati sul nucleare tra Teheran, gli Stati Uniti e l’Europa.

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