Vaccini, la Commissione Ue sta con Draghi. Von der Leyen: «Stop all’export di AstraZeneca finché non rispetterà le consegne»

La presidente dell’esecutivo europeo: «La casa farmaceutica ha distribuito meno del 10% delle dosi pattuite»

La decisione dell’Italia di bloccare l’export delle forniture di vaccini anti Covid di AstraZeneca verso l’Australia – primo paese Ue a farlo – è stata presa in accordo con la Commissione europea. «Ho sostenuto l’Italia di Mario Draghi in questa scelta fin dall’inizio – ha detto la presidente Ursula von der Leyen – perché, come possiamo vedere, la casa farmaceutica distribuisce in Europa meno del 10% delle dosi pattuite nel primo trimestre». Se un’azienda non onora i propri impegni, ha sottolineato, «non possiamo permettere che esporti».


L’export, dunque, riprenderà non appena AstraZeneca si metterà in pari con le consegne. «Ci aspettiamo che la multinazionale accresca i suoi sforzi per distribuire di più», ha aggiunto la presidente della Commissione Ue, che ha parlato in un’intervista di gruppo con i media europei. Secondo il contratto, l’azienda avrebbe dovuto iniziare a produrre «prima» di avere l’autorizzazione al commercio, e avrebbe dovuto preparare le scorte per iniziare a distribuire le dosi non appena avesse avuto il via libera.

«Vogliamo sapere cosa è successo»

«Ha funzionato con Pfizer/BioNTech e Moderna, non ha funzionato con AstraZeneca», ha detto von der Leyen. «E ora vogliamo sapere cosa è successo». La presidente ha aggiunto che, in questo rallentamento della campagna vaccinale, l’Unione europea non deve essere il capro espiatorio: «La nostra strategia di vaccinazione funziona, il tasso di mortalità sta diminuendo. Ciò dimostra che il nostro metodo, inclusa la definizione delle priorità delle persone anziane e vulnerabili, è quello giusto».

Immagine di copertina: EPA/JOHANNA GERON

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