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Vaccini anti Covid19 e la paura infondata del fenomeno ADE che circola su WhatsApp

Il fenomeno ADE è ben noto da anni e le sperimentazioni ne tengono conto e non è emerso in quelli relativi ai vaccini anti Covid19

Tra le richieste di verifica ricevute via Whatsapp, al numero +393518091911 dedicato per le segnalazioni degli utenti alla sezione Fact-Checking di Open, troviamo un lungo messaggio attribuito a un tal «Primario Fabrizio Salvucci» e una presunta spiegazione sul perché si potrebbe morire di infarto a seguito della somministrazione dei vaccini, anche quelli anti Covid19: il fenomeno ADE, di cui avevamo parlato anche in passato proprio nella nostra sezione Fact-Checking e ben noto nella comunità scientifica tanto da escludere il collegamento con i vaccini. Si tratta di un episodio di disinformazione che rafforza l’idea NoVax.

Una risposta immediata utile a placare i timori degli utenti, basata sui numeri, è quella relativa al numero dei vaccinati contro la Covid19. Come abbiamo riportato il 12 marzo 2021, le dosi somministrate al 10 marzo sono state 325,5 milioni in tutto il mondo, oltre 6 milioni solo in Italia. La farmacovigilanza, italiana e non solo, non riscontra decessi dovuti ai vaccini e collegamenti al fenomeno ADE.

Per chi ha fretta

  • Il fenomeno ADE è ben noto da anni e nella sperimentazione dei vaccini, tutti, se ne tiene sempre conto.
  • Il fenomeno ADE non è emerso in maniera significativa nei precedenti studi pre-clinici, tanto meno nelle fasi cliniche della sperimentazione.
  • Il messaggio che circola su Whatsapp è stato parzialmente modificato rispetto al testo originale presente nel sito del cardiologo Salvucci, rafforzando le teorie contro i vaccini anti Covid19.

Analisi

Ecco il messaggio che circola online:

Risponde il Primario Prof. Fabrizio Salvucci
Perché si muore di infarto dopo i vaccini…
Non c’entra nulla l’Astra Zeneca o il Pfizer o altro…
Bisogna essere molto attenti allo svilupparsi del fenomeno ADE.
Si tratta di un’amplificazione infiammatoria della risposta derivata dagli anticorpi.
Quindi un’infiammazione dovuta agli anticorpi aumentata in maniera esponenziale, ovvero quando si ha riproduzione di anticorpi su un substrato che gli anticorpi li ha già.
In sintesi, se uno ha fatto il Covid, anche accorgendosene ma soprattutto i famosi asintomatici, determina un’amplificazione della risposta anticorpale.
Il fenomeno ADE.

Ed è per questo che molti professori, come il professor Maga (Pavia), il professor Galli (Sacco di Milano) e molti altri ancora stanno consigliando di fare prima l’esame sierologico.
Bisogna essere certi di non aver avuto un contatto con il virus e di non avere anticorpi, altrimenti si rischia il fenomeno ADE. L’esito del sierologico quantitativo va attentamente visionato dal medico in caso di positività. I dosaggi immunologici, scrupolosamente valutati sui particolari valori delle immunoglobuline.
Il problema non è il vaccino, il problema è la faciloneria con cui il vaccino viene somministrato.
Bisogna stare attenti, come in tutte le cose, bisogna guardare se qualcuno ha già fatto il Covid, sintomatico o asintomatico che sia.

Qualche giorno fa, da Perugia, un’infermiera che ho conosciuto mi stava dicendo che stava vivendo una situazione drammatica. Tantissime persone venivano ricoverate, stavano molto male e molte di queste erano vaccinate.

Lei era sbalordita da questo fatto e mi chiedeva: “Dottore ma cosa sta succedendo?”.
Semplice, il fenomeno ADE determinato dalla condotta medica superficiale.

Diciamo che questo fenomeno sta diventando drammatico.
Ribadisco: nessuna paura del vaccino, questa è una reazione di tutti i vaccini, bisogna solo stare attenti ad essere certi di non avere già gli anticorpi attraverso l’esame sierologico.

Fare l’esame sierologico prima di fare il vaccino, è una scelta obbligatoria oltre che intelligente e permette di evitare la maggior parte delle reazioni più violente che il vaccino stesso può determinare.
Addirittura, in alcuni laboratori valutano gli anticorpi contro la proteina S1 e la proteina S2, ovvero gli anticorpi neutralizzanti che noi abbiamo nel nostro organismo.

Ripeto, bisogna fare il sierologico prima del vaccino, non è il vaccino il problema.
Il problema è la faciloneria e che alcune persone si permettono di dire a pazienti a cui non può venire inoculato il vaccino “non hai fatto il vaccino?!” oppure “come mai non fai il vaccino!”, come fossi un appestato…
Ho detto a questi pazienti che devono rispondere ai datori di lavoro: “non faccio il vaccino perché mi è stato disposto dal medico. Non ne ero consapevole perché asintomatico, ma sono stato già contagiato o solo venuto in contatto con il Sars-Cov-2. Ho nel mio sangue gli anticorpi specifici prodotti dal Covid-19, rischio il fenomeno ADE e se mi iniettano il vaccino posso morire stroncato da un infarto o da embolia.
— Fabrizio Salvucci
Chirurgo Cardiologo, Direttore Sanitario Ticinello Cardiovascular & Metabolic, Presidente ASD Athletic Pavia, Presidente Insieme per Ruzira ONLUS

Riportiamo il post Facebook del cardiologo Fabrizio Salvucci:

Girano diverse versioni via chat della trascrizione del mio video sul Paradosso di Bolzano, sempre diverse, sempre più lontane dalle mie reali parole. Invitate a guardare il video su youtube e a non fidarsi ciecamente di queste sempre più fantasiose versioni con il passare delle ore. Grazie delle vostre segnalazioni.

Una prima verifica del testo la riscontriamo nel sito del medico cardiologo Fabrizio Salvucci, dove riscontriamo differenze rispetto al messaggio Whatsapp. Riportiamo l’introduzione del testo, mancante sui social, tratto dal sito del cardiologo:

A mio parere, e questo è proprio un mio parere, in base alla lettura della letteratura scientifica, non solo riguardanti il Covid ma anche altre epidemie, bisogna essere molto attenti allo svilupparsi del famoso fenomeno ADE.

Un suo parere che viene distorto con specifiche modifiche, come quelle sotto riportate, che rafforzano l’idea di un nesso causale con i vaccini:

Sito: «Beh, io non lo so, ma la prima cosa che mi è venuta in mente è proprio il fenomeno ADE. Semplice, il fenomeno ADE determinato dalla condotta medica superficiale. Diciamo che questa cosa sta diventando drammatica, anzi, forse può spiegare in parte l’inizio di questo accenno di terza ondata.»

Whatsapp: «Semplice, il fenomeno ADE determinato dalla condotta medica superficiale. Diciamo che questo fenomeno sta diventando drammatico.»

Il messaggio pubblicato dal sito del cardiologo rimanda comunque un invito a non fare il vaccino in caso di risultato positivo al test sierologico:

Ripeto, bisogna fare il sierologico prima del vaccino, non è il vaccino il problema. Il problema è la faciloneria e che alcune persone si permettono di dire “non hai fatto il vaccino?!” oppure “come mai non fai il vaccino!”, come fossi un appestato. La risposta è: “non faccio il vaccino perché ho già fatto il Covid, perché ho gli anticorpi, perché rischio il fenomeno ADE.” Non si può assolutamente fare una pressione, anche psicologica, di questo tipo sulle persone perché poi si hanno questi risultati.

Del fenomeno ADE ne avevamo parlato in un articolo del 16 febbraio 2021 in merito alla disinformazione diffusa dalla dottoressa NoVax Tenpenny, spiegando come questo fenomeno sia assolutamente conosciuto e considerato proprio nelle sperimentazioni scientifiche condotte sui vaccini. Ne avevamo parlato anche in un articolo del 1 febbraio 2021:

Del fenomeno ADE si tiene conto eccome. Si tratta del rischio che il virus prenda di mira anche alcune cellule del sistema immunitario, infettandole a loro volta. Nulla di questo è emerso in maniera significativa nei precedenti studi pre-clinici, tanto meno nelle fasi cliniche della sperimentazione.

Non solo, ne avevamo parlato anche in un articolo del 17 giugno 2020, quasi un anno fa, nel capitolo dal titolo «ADE: l’inferno dei vaccini che non superano i test»:

Con la sigla ADE (Antibody Dependent Enhancement), si indica il «potenziamento anticorpale», ovvero la condizione paradossale in cui gli stessi anticorpi si piegano a vantaggio del virus, migliorandone l’infettività. In alcuni casi può accedere che le stesse cellule del Sistema immunitario finiscano per diventare bersagli del virus, che si moltiplica al loro interno.

Il fenomeno è stato osservato sia in vitro che in vivo, per esempio nella dengue in pazienti gravi, e coinvolgeva gli anticorpi non neutralizzanti. Oggi il vaccino contro la dengue è registrato – per la FDA – solo per pazienti che hanno già avuto la malattia almeno una volta.

Comprensibilmente si tratta di un genere di inconvenienti di cui occorre tener conto. I meccanismi dell’ADE sono ancora oggetto di studio, e gli approcci messi in atto per trovare un vaccino contro il SARS-CoV2 ne tengono conto, onde minimizzare o annullare del tutto il rischio che si verifichi.

Del fenomeno ADE aveva parlato anche Guido Silvestri il 14 luglio 2020 attraverso la pagina Facebook Pillole di Ottimismo:

Sulla questione scientifica specifica, l’ipotesi di questi colleghi è nuova come il caschetto biondo di Raffaella Carrà. Infatti l’idea che anticorpi possano aumentare la gravità di una seconda infezione (nel caso di Dengue) o di una infezione post-vaccino (nel caso di SARS) attraverso un meccanismo chiamato Antibody-Dependent Enhancement (ADE) nasce molti anni fa – per la prima SARS, vedi Jaume M et al., J Virol 2011; Wang SF et al., BBRC 2014.

Ed anche per COVID-19 se ne scrive pubblicamente dal febbraio scorso (vedi Tetro JA “Is COVID-19 receiving ADE from other coronaviruses?” Microbes Infect. 2020 Mar;22:72-73. Epub 2020 Feb 22.). Io stesso ne ho parlato varie volte qui su Facebook, e proprio ieri ne discutono su Nature, a proposito di futuri vaccini per COVID-19, i miei vecchi amici Colin Havenar-Daughton e Antonio Lanzavecchia (Arvin AM et al, Nature, 13 July 2020).

Ripetiamo: una ipotesi vecchia di 10 anni e che tutti nell’ambiente conosciamo a menadito.

Allora dobbiamo chiederci: perché dare quel titolo terroristico in pasto al pubblico per qualcosa che non cambia di una virgola quello che sappiamo su COVID-19? Mentre si ignora ogni articolo su Cell o Science che suggerisce come gli anticorpi monoclonali e i vaccini per SARS-CoV-2 funzionano nei modelli animali senza indurre alcun segno di ADE?

Vale la pena fare i test sierologici? No! La presenza di anticorpi a seguito di una precedente infezione da Sars-Cov-2, non porta necessariamente al manifestarsi del fenomeno ADE, e non risulta alcun caso accertato durante le vaccinazioni anti-Covid.

Aggiornamento ore 13:52

Massimo Galli, citato nel messaggio che circola online, ha pubblicato una serie tweet dove afferma quanto segue:

I vaccini attualmente in uso fanno selettivamente produrre anticorpi contro lo spike, cioè in grado di bloccare l’ingresso di SARS-CoV-2 nelle cellule. Non possono quindi innescare la cosiddetta ADE, nemmeno nelle persone che vengono vaccinate dopo essere guarite dall’infezione.

ADE (Antibody Dependent Enhancement) è un fenomeno per cui certi anticorpi facilitano l’ingresso di un virus nelle cellule invece di bloccarlo. La scelta di produrre vaccini molto ‘selettivi’ contro # covid 19 ne ha tenuto ben conto.

Un’eventuale ADE non avrebbe comunque alcuna relazione con i fenomeni trombotici che sono stati segnalati a ridosso della vaccinazione con il vaccino Astra Zeneca e che probabilmente non hanno alcuna relazione con la vaccinazione stessa.

In una popolazione vasta, ogni giorno è purtroppo atteso che qualcuno abbia una trombosi. Più aumentano i vaccinati, più è probabile che in qualche caso i due fatti possano coincidere, senza che la vaccinazione abbia alcun ruolo nel causare la trombosi.

Resto comunque contrario a vaccinare ora le persone guarite da #COVID19 , ma certo non per il timore di causare un ADE, che è tutta un’altra storia.

Conclusioni

Come precisato da Guido Silvestri, il fenomeno ADE è arcinoto nella comunità scientifica e viene assolutamente tenuto conto nelle sperimentazioni scientifiche dei vaccini. Risulta inutile proseguire la diffusione del testo associato – e modificato rispetto all’originale – del cardiologo Salvucci e risulta inutile sostenere la teoria dell’effettuare il test sierologico prima della vaccinazione per scongiurare il rischio di riscontrare il fenomeno ADE.

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