Smart working, Orlando: «È lavoro a tutti gli effetti, non è un’attività di serie B. Presto norme a riguardo»

Il ministro del Lavoro ha snocciolato dati preoccupanti sull’occupazione femminile: «Contratti a termine non rinnovati e nessun blocco licenziamenti»

Lo smart working non è una vacanza né un impiego di serie B. A ribadirlo è il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando, intervenuto durante il Consiglio nazionale forense per l’iniziativa Welfare di prossimità: le opportunità del Recovery Fund per le donne. «Credo che bisogna affermare in modo chiaro e forte che lo smart working è lavoro a tutti gli effetti in termini di fatica di impegno e concentrazione», ha continuato Orlando, sottolineando quanto ora sia necessario «trovare un’affermazione solenne anche in sede normativa».


Il lavoro delle donne il più colpito dalla pandemia

Nel corso dell’intervento, il ministro si è soffermato sulle conseguenze che la pandemia ha provocato nel mondo del lavoro soprattutto per le donne. «A dicembre 2020, le donne occupate erano 9 milioni e mezzo, mentre gli uomini più di 13 milioni. Rispetto all’anno scorso, inoltre, si contano 444 mila persone occupate in meno, di cui 312 mila sono donne», ha spiegato Orlando, evidenziando come l’occupazione femminile abbia subìto il calo più pesante durante gli ultimi mesi. Lo squilibrio molto forte «nelle funzioni di cura» e «le differenze salariali a svantaggio delle donne» sono i segnali di una disparità più che mai presente. «Anche tra le lavoratrici c’è chi ha subìto il colpo più delle altre. Le donne occupate sono diminuite del 2,6% nel lavoro dipendente, rispetto all’1,9% degli uomini, mentre fino al 7,6% nel lavoro autonomo, rispetto al 2,5% degli uomini)» ha aggiunto il ministro.

Un costo che sembra essere stato pagato finora soprattutto dalle donne più giovani. Secondo i dati elencati dal ministro Orlando, nelle classi di età 15-24 anni si è verificato un calo del 13,9%, contro il 6,7% maschile. Per la fascia 25-34 anni la diminuzione di occupazione è stata del 6,7%, contro il 5,4% maschile. «Il tradizionale squilibrio di genere nelle tipologie contrattuali ha trovato in questa crisi la sua deflagrazione» ha continuato Orlando, spiegando come le donne abbiano molti più contratti a termine «che una volta scaduti non vengono rinnovati e che rimangono non coperti dal blocco dei licenziamenti».

Bonetti: «Smart working non è solo per le donne »

A pronunciarsi sul valore del lavoro agile è anche la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti. «Lo smart working non è uno strumento di conciliazione o di welfare» ha detto, «e quindi non è solo per le donne». Per chi è in smart working ma ha figli piccoli Bonetti prevede il voucher baby sitter: «Per ora è rivolto solo ad alcune categorie con 290 milioni di euro stanziati. Ma stiamo lavorando per allargare questa misura ai genitori in lavoro agile che hanno figli piccoli in casa e che quindi necessitano di un ulteriore aiuto».

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