Speranza: «La campagna non si ferma, permetteremo di vaccinare anche a farmacie e infermieri»

Il ministro della Salute conferma la totale fiducia nei vaccini e lancia l’allarme sulla vera minaccia che sta mettendo in difficoltà la battaglia contro la pandemia: crescono i contagi legati alle varianti

Nonostante la sospensione temporanea del vaccino Astrazeneca, «la campagna vaccinale accelererà nei prossimi giorni anche con l’aumento delle dosi a nostra disposizione», assicura il ministro Roberto Speranza durante l’audizione alle Commissioni riunione degli Affari sociali di Camera e Senato. Speranza ha confermato che le forniture non dovrebbero subire ulteriori riduzioni, dopo quelli già incassati nelle scorse settimane innanzitutto da Astrazeneca: sono oltre 50 milioni le dosi previste entro giugno, fino a 80 milioni entro settembre. «Domani speriamo di avere chiarimenti e rassicurazioni dall’Ema per superare le difficoltà delle ultime giornate – ha aggiunto il ministro – Pretendiamo il massimo livello di sicurezza. Il vaccino, comunque, è l’arma fondamentale per contrastare il Covid, il governo italiano considera la vaccinazione come la prima vera chiave per chiudere questa stagione e quanto avvenuto nelle ultime ore non incrina la nostra fiducia».


L’allarme varianti

«Siamo in una situazione non semplice. Lo testimoniano tutti i numeri con un indice Rt crescente, ormai stabilmente sopra l’1. Abbiamo una curva degli accessi ai pronto soccorso e in terapia intensiva, crescente da settimane. Colpa anche delle varianti che hanno maggiore capacità diffusiva, soprattutto quella inglese che, per il 35-40 per cento, è la più insidiosa toccando il 54 per cento della totalità dei casi. Presente anche la variante sudafricana, ma in percentuale molto bassa, specialmente a Bolzano, e c’è una presenza poco sotto il 5 per cento della variante brasiliana concentrata nelle regioni del Centro Italia», ha spiegato, sostenendo poi di voler coinvolgere sempre di «più farmacie e infermieri» nella campagna vaccinale con due interventi normativi ad hoc.

Le sfide future del sistema sanitario

Il ministro della Salute, poi, parla di quello che dovrà essere il futuro del sistema sanitario italiano, messo a dura prova dalla pandemia. Dall’ammodernamento e potenziamento della rete ospedaliera a una transizione urgente verso la sostenibilità ecologica, dalla digitalizzazione dei servizi sanitari alla tele-medicina fino al rafforzamento delle cure domiciliari dove la casa «diventi il primo luogo di cura e prevenzione», riducendo di fatto le ospedalizzazioni.

Foto in copertina: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

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