La Lombardia vaccinerà gli over 80 con Astrazeneca, rischioso? Perché secondo gli esperti è solo una buona idea – Le interviste

Il virologo Pregliasco e la dottoressa Taliani commentano la decisione del Pirellone di aprire al farmaco di Oxford per gli anziani senza patologie, dopo giorni di dubbi e sospetti sui rischi del preparato anche per le classi d’età più avanzate

Il 24 marzo Regione Lombardia ha aperto all’uso del vaccino contro il Coronavirus prodotto da AstraZeneca anche per gli over 80 senza patologie. Il primo a parlarne è stato Guido Bertolaso, consulente del Pirellone per la campagna vaccinale, nel corso di una visita all’hub di Codogno. In Lombardia, entro il 2 aprile, dovrebbero ricevere la prima dose 115 mila over 80 che hanno già l’appuntamento fissato. Per i rimanenti 205 mila che hanno aderito alla campagna, fonti regionali confermano a Open l’obiettivo di somministrare almeno la prima dose entro l’11 aprile. Se non ci saranno intoppi, le fiale di Moderna arriveranno a fine mese, quelle di Pfizer ai primi di aprile. Ma per completare le somministrazioni agli anziani non si esclude di ricorrere anche ad AstraZeneca.


I dati più aggiornati presentati dalla casa farmaceutica negli Stati Uniti – arrivati dopo quelli raccolti il 1° marzo nel Regno Unito, secondo cui una singola dose di AstraZeneca è efficace in oltre l’80% dei casi nel prevenire l’ospedalizzazione degli over 80 – dicono che il vaccino è efficace al 76% nell’arresto della malattia sintomatica, al 100% nel prevenire l’infezione grave e all’85% negli anziani over 65. L’approvazione da parte della Fda è attesa nei prossimi giorni, ma in Italia già l’8 marzo il Consiglio superiore di sanità aveva espresso parere favorevole a che il vaccino AstraZeneca venisse somministrato anche ai soggetti di età superiore ai 65 anni, esclusi quelli «estremamente vulnerabili in ragione di condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici o per patologia concomitante che aumenti considerevolmente il rischio di sviluppare forme fatali di Covid-19».

Poi, però, il 15 marzo era arrivata la sospensione precauzionale del farmaco, cancellata quattro giorni dopo a seguito delle verifiche fatte dall’Ema, secondo cui il vaccino non risulta associato a un aumento del rischio di trombosi. Insomma: AstraZeneca può essere ritenuto sicuro. Ma usarlo sugli anziani privi di patologie è davvero una buona idea? Finora agli over 80 sono stati destinati solo i preparati di Pfizer e Moderna, ma ogni regione sembra seguire una propria strategia. In Emilia-Romagna, per esempio, dal 29 marzo al 3 aprile verranno vaccinati con AstraZeneca tutti i cittadini over 75 che si erano prenotati prima dello stop precauzionale, circa 6 mila persone. Mentre Lazio e Campania già da tempo usano AstraZeneca per gli over 70.

Pregliasco: «AstraZeneca ha un buon vaccino, ma è maldestra nella comunicazione»

Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano, risponde così: «AstraZeneca ha prodotto un buon vaccino, ma la sua capacità di comunicare è stata veramente maldestra. Peggio di così non si poteva». Fatta questa premessa, il professore ricorda come l’Ema, fin dall’inizio del processo di registrazione del farmaco, avesse detto che il vaccino AstraZeneca «andava bene senza limiti sopra i 18 anni, elemento che poi invece è stato rivisto da molte nazioni, che hanno introdotto limiti d’età anche contraddittori fra loro».

Oggi l’efficacia del vaccino «è ben dimostrata anche dai nuovi studi condotti in Usa», ma Pregliasco sottolinea come anche i primi trial clinici non avessero dato risultati negativi per la popolazione anziana: «Questo è importante dirlo, ma non è facile spiegarlo. Nella casistica iniziale per la registrazione del vaccino, c’era un basso numero di soggetti over 65. Pochi casi per poter avere quella robustezza necessaria per poter confermare l’efficacia del preparato, ma limitatamente a quei pochi casi, l’efficacia era già buona».

Le analisi richieste dalla Fda statunitense, che hanno esteso la casistica a prescindere dagli studi condotti in Europa, secondo il professore «ri-dimostrano l’efficacia del vaccino AstraZeneca su tutte le fasce d’età. Io credo e spero che si possa scendere anche sotto i 18 anni, ma ovviamente ulteriori studi sono in corso su questo fronte. Per concludere, direi che in questo momento è meglio un vaccino oggi che un vaccino dopodomani, perché il Covid-19 continua a colpire e centinaia di morti al giorno dovrebbero convincere tutti dell’importanza di un vaccino sicuro ed efficace».

Taliani: «Così si punta a vaccinare più persone»

Anche secondo la professoressa Gloria Taliani, ordinaria di Malattie infettive all’Università La Sapienza di Roma, la scelta di somministrare AstraZeneca agli over 80 senza patologie può essere definita «coraggiosa e più che ragionevole». Coraggiosa perché «privilegia l’urgenza di vaccinare il numero più alto possibile di persone alla certezza di somministrare un vaccino altamente efficace». Più che ragionevole perché «consente di raggiungere più velocemente una massa critica di soggetti immunizzati».

Su larga scala, infatti, la consapevolezza che ricorrendo ad AstraZeneca qualche soggetto in più potrebbe non essere effettivamente coperto viene compensata e superata dal fatto che agendo in questo modo «il serbatoio dei non vaccinati si svuota molto più rapidamente, dunque la quota dei soggetti esposti al rischio di contrarre il Covid-19 si riduce in modo molto più veloce e più significativo, qualunque sia il tipo di vaccino somministrato».

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