Covid, il post di Iacopo Melio: «In Toscana c’è un problema. Limiti della Regione nella campagna vaccinale: chiedo scusa»

Un messaggio «necessario» per chiedere scusa riguardo i rallentamenti che la Regione sta registrando sulle somministrazioni

«Diciamolo subito. Nascondere la testa sotto la sabbia, come fanno gli struzzi, non è il modo migliore per affrontare le cose». Inizia così un lungo post pubblicato oggi, 27 marzo, su Facebook dal consigliere regionale della Toscana Iacopo Melio. Un messaggio «necessario», come lo definisce lui, per chiedere scusa riguardo i rallentamenti che la Regione sta registrando sulla campagna vaccinale contro il Coronavirus. «Non starò in silenzio perché il silenzio si mangia anche il buono che c’è. E del buono c’è», dice, mentre spiega che qualche mese fa, «da un letto d’ospedale in un reparto Covid, ho comunque continuato a lavorare, come ho potuto, a una risoluzione che ha permesso, questo è sotto gli occhi di tutti, l’inizio della vaccinazione degli “estremamente vulnerabili”. Così come dobbiamo riconoscere che da quasi un mese non ci sono decessi nelle Rsa, per fortuna, perché anche in quello siamo partiti subito con le vaccinazioni e ora quegli anziani sono protetti al meglio. E infine, abbiamo vaccinato per primi e più di tutti, rispetto alle altre regioni, il personale scolastico».


«Abbiamo un numero enorme di persone da vaccinare»

Il programma sui vaccini, spiega Melio, ha dei «limiti», soprattutto a livello nazionale: «Avere un numero enorme di persone da vaccinare in Toscana, di fragili, a fronte di appena un terzo di dosi a disposizione, ha generato un caos comunicativo per le famiglie, ma anche un ingorgo per la piattaforma di prenotazione che, durante il click-day, non ha dato un servizio efficiente collassando per le troppe richieste in pochi minuti. E così via ai dubbi, allo sconforto e alle perplessità diffuse, anche da parte di chi sta facendo del suo meglio per arginare i danni e provare a risolvere ciò che è andato storto e si poteva, doveva, fare meglio».

E poi aggiunge: «Scrivo questo post non certo per scaricare colpe verso qualcuno in particolare, perché non spetta a me dire cosa non abbia funzionato in Toscana e il perché. Non lo scrivo, nemmeno, per salvarmi in calcio d’angolo dato che io, in questa partita, sapete bene essere al centrocampo come tutti quei cittadini fragili che non sanno come fare, quando, dove, perché. Che hanno paura, perché quella resta comunque, anche con tutte le migliori rassicurazioni, specie se hai già rischiato grosso una volta. Scrivo questo post perché mi sento di chiedere comunque scusa. […] Per il resto, ricordiamo anche che stiamo risalendo».

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