In Veneto balzo di 2.317 nuovi casi e 35 morti. La Regione: «Fermeremo le vaccinazioni: mancano le dosi»

L’assessora regionale alla Salute spiega che nei prossimi giorni ci saranno sicuramente dei rallentamenti: «Mi scuso con i cittadini ma non dipende da noi. Le dosi stanno arrivando in ritardo». E sul virus: «Continua a circolare e l’occupazione ospedaliera cresce»

Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 2.317 positivi a fronte di 43.886 tamponi di cui 20.145 molecolari e oltre 23mila rapidi. L’incidenza è del 5,28 per cento. Era dal 13 marzo che il Veneto non registrava un dato giornaliero così alto di positivi al tampone (2.682). Gli attualmente positivi oggi sono 38.697 (+30). Le terapie intensive, invece, segnano un -3 con 299 pazienti complessivi contro i 1.942 dei ricoverati in area non critica (+45). Purtroppo si segnalano 35 morti per Covid-19: il numero complessivo di decessi è di 10.625. I dimessi e i guariti nell’ultima giornata sono 18.014.


Il caos vaccini

In Veneto sono 868.537 le dosi somministrate (prima dose) fino ad ora. «La campagna vaccinale va molto bene, nelle ultime 24 ore abbiamo fatto un numero importante di vaccinazioni. Più di 35mila somministrazioni. Il 65,1 per cento è la popolazione over 80 finora raggiunta. Il problema, adesso, è che la macchina delle vaccinazioni si fermerà perché non abbiamo vaccini a sufficienza. Dovevano arrivarci domani le 38mila dosi di Moderna e, invece, le avremo venerdì. Quelle di AstraZeneca, 100mila, le avremo sabato mattina. Insomma, sballando gli arrivi delle forniture, ci sono Usl, come quella Euganea, che venerdì non potranno più vaccinare. Mi scuso con i cittadini ma non dipende da noi», spiega l’assessora regionale alla Salute Manuela Lanzarin. Gli unici vaccini ad essere arrivati in tempo sono i Pfizer.

Cresce l’occupazione ospedaliera

E sul virus l’assessora precisa: «Continua a circolare, il numero dei positivi ha ancora un suo numero strutturato. L’incidenza, invece, è minore rispetto a quella nazionale. Intanto l’occupazione ospedaliera continua a crescere ma non come novembre o dicembre. Quindi massima attenzione. I nostri ospedali, comunque, sono pronti a numeri che potrebbero chiedere un impegno maggiore». Vaccinato l’85 per cento dei sanitari: a non aver ricevuto la dose sono stati 10.200 sanitari.

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