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Vaccinazioni 25 volte più veloci nei Paesi più ricchi del mondo: il 40% delle dosi somministrate è già andato alle economie più forti

10 Aprile 2021 - 16:25 Cristin Cappelletti
epa09123881 People wearing face masks walk past a notice about the shortage of COVID-19 coronavirus vaccine outside a vaccination centre in Mumbai, India, 09 April 2021. Maharashtra state Health Minister Rajesh Tope accused the central government of being behind the shortage of vaccine doses in Maharashtra claiming the central government is providing more doses of the vaccine to Bharatiya Janata Party-governed states.  EPA/DIVYAKANT SOLANKI
Queste nazioni rappresentano però solo l'11% della popolazione mondiale
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A tre mesi dall’inizio delle prime vaccinazioni contro il Coronavirus, la disparità di somministrazione tra i Paesi più ricchi del mondo e quelli più poveri continua ad allargarsi. Delle oltre 748 milioni di dosi inoculate in tutto il mondo, il 40% è andato ai cittadini di 27 Paesi la cui popolazione rappresenta solo l’11% di quella mondiale. I dati arrivano da Bloomberg che ha analizzato come gli Stati Uniti, per esempio, stanno per raggiungere l’obiettivo del 75% di vaccinazioni nei prossimi tre mesi. Un dato che si scontra con quanto avviene nel resto del mondo, dove la metà dei Paesi non è ancora riuscita a vaccinare neanche l’1% della popolazione. Una disparità che è ulteriormente sottostimata dal fatto che più del 40% delle nazioni, in maggior parte tra le più povere del mondo, non ha ancora condiviso i dati sulle somministrazioni.

Ourworldindata | La mappa del numero delle persone completamente vaccinate

Solo 3 dei 54 Paesi del continente africano, per esempio, sono riusciti a somministrare il vaccino a oltre l’1% della loro popolazione. E, come denunciato da varie Ong ed esperti, l’Africa potrebbe dover attendere fino al 2024 per riuscire a immunizzare una quota sufficiente della popolazione. Il continente africano è infatti tra i più dipendenti dal programma Covax, il meccanismo globale per consentire un accesso equo ai vaccini anti-Covid, supportato dall’Onu, e da altre organizzazioni private.

In poco più di due mesi, Covax ha distribuito oltre 38 milioni di dosi in 6 continenti. Dei 100 Paesi raggiunti, 61 sono tra i 92 più a basso reddito. L’obiettivo del programma è quello di assicurare entro la fine del 2021 almeno 2 miliardi di dosi ai Paesi più svantaggiati. Il programma si affida in gran parte all’Istituto indiano Serum, il più grande produttore di vaccini al mondo, e alla sua produzione di AstraZeneca. Ma il blocco dell’export tra marzo e aprile adottato dal governo indiano per dirottare parte delle dosi alle vaccinazioni interne ha rallentato ulteriormente la distribuzione ai Paesi che si affidano al programma Covax.

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