Orietta Berti: «Sono a favore della legge Zan. Penso a Malika, chi non vuole questa legge non ha i suoi problemi» – L’intervista

Nel cofanetto che uscirà nelle prossime settimane c’è anche un brano che racconta l’amore di una madre per il figlio omosessuale. Intanto Orietta Berti si schiera in prima linea contro l’omofobia

«Sono assolutamente favorevole alla legge Zan (per il contrasto dell’omotransfobia, ndr). Gli omosessuali non sono tutelati abbastanza, basta guardare agli ultimi casi. Penso a Malika, alla ragazza cacciata fuori di casa dai suoi genitori. Chi non vuole questa legge evidentemente non ha questi problemi. Ai gay preme soltanto che ci sia il rispetto della persone, che non siano uomini e donne da additare, che non si sentano diversi dagli altri. È illogico dire di no a una legge così. A chi dice che c’è il Covid, che c’è la crisi, io rispondo che ci sono anche questi problemi». A parlare a Open è Orietta Berti che si schiera in prima linea contro l’omofobia. Suo è il brano Diverso, contenuto in un cofanetto (composto di 6 cd) in uscita nelle prossime settimane, nella quale si parla dell’amore di una madre per il figlio gay, che non accetta la sua omosessualità. Ecco una parte del suo testo:


«Io penso che le persone siano nate per amare, al di là di sesso, anima e ragione. Ti sei innamorato, beh, che male c’è. Non c’è niente di sbagliato, credi che non sappia quanto ti hanno giudicato. Fanno male le parole. Capisco i tuoi silenzi e i sorrisi spenti. Se chiedevo di lei ma lei non esisteva. Bastava dirmelo, lo sai, non c’è niente di sbagliato».

«La ragazza cacciata di casa perché gay? Meglio non averli genitori così»

La «strada è ancora lunga» – continua Orietta Berti – che è stata anche testimone delle nozze di Sergio e Ezio, due suoi cari amici, a Los Angeles. «Sono 26 anni che trascorro le mie vacanze con loro, sono la mia seconda famiglia. Stando con loro ho imparato molto. Ho capito anche che le vecchie generazioni sono più cattive nei confronti degli omosessuali. Penso a Malika, alla ragazza abbandonata dai suoi genitori. Ma che genitori sono questi? Meglio non averli. Ma vogliamo scherzare? Altro che malattia o vizio, l’omosessualità è ovviamente una cosa normale, è la natura e basta. Io per fortuna sono cresciuta in una famiglia con una mentalità aperta». Un odio che non si ferma solo agli omosessuali: «Anche tra le nuove generazioni c’è ancora chi oda la gente di colore. C’è sempre quest’odio tra bianchi e neri ma anche verso gli arabi o gli ebrei. Ma perché?», si chiede.

«Tutta colpa dell’ignoranza»

STEFANO PILLI | Orietta Berti a favore del ddl Zan

Chi discrimina è ignorante, su questo Orietta Berti non ha proprio dubbi: «L’ignoranza è la colpa di tutto. Queste persone vanno aiutate, istruite. La gente è ancora omofoba. Certo, passi in avanti ne sono stati fatti negli anni, all’inizio della mia carriera molti erano costretti a nascondere il proprio orientamento sessuale. Era difficile, adesso la situazione è un po’ cambiata», ci spiega. E anche l’atteggiamento della Chiesa non aiuta: «Io, da credente, dico alla Chiesa di pensarci. Sono tutti figli di Dio. Le leggi si possono cambiare, eh». Intanto Orietta Berti – che ha partecipato all’ultimo Festival di Sanremo con il brano Quando ti sei innamorato – non vede l’ora di tornare sul palco. «Mi manca il contatto con il pubblico. Nell’attesa che si ritorni alla normalità, io mi alleno tutti i giorni. Insomma, mi preparo e poi si vedrà». Al momento, infatti, non si hanno notizie sulla ripresa delle attività economiche e, di conseguenza, anche sui concerti, fermi ormai da oltre un anno.

Foto in copertina: ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

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