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Green pass italiano e green pass europeo, quali differenze? Ecco come (e quando) torneremo a viaggiare

Hanno l’obiettivo comune di rilanciare il turismo, ma con modalità e tempistiche diverse. Le istruzioni per l’uso

Nelle settimane di una primavera ormai inoltrata, e nell’attesa dell’estate alle porte, i governi sono al lavoro per cercare di rilanciare un settore chiave come quello del turismo. L’Italia, come annunciato dal premier Mario Draghi, ha messo in campo il green pass, che permetterà di viaggiare a determinate condizioni in questa estate condizionata – come quella scorsa – dalla pandemia di Covid-19. Una soluzione che ha in comune il nome con quella annunciata dalla Unione europea. Si tratta però di due cose differenti che entreranno in vigore in due periodi altrettanto diversi. A distanza di poche settimane dal via libera proviamo a capire come funzionano e a cosa serviranno.


Il green pass italiano

Il green pass italiano servirà ai turisti degli Stati europei per entrare nel nostro Paese e ai cittadini italiani per potersi spostare in maniera sicura da una regione all’altra. Entrerà in vigore il 15 di maggio, di fatto anticipando l’arrivo del pass verde europeo, previsto invece per giugno. Una mossa per rilanciare innanzitutto il turismo, incoraggiare i viaggiatori dall’estero e garantire alla popolazione una stagione estiva vissuta nelle condizioni migliori possibili di sicurezza. A differenza del pass europeo di cui parleremo in seguito, dunque, il pass nazionale non potrà essere usato dai cittadini italiani che vorranno prenotare una vacanza all’estero, ma solo per chi deciderà di rimanere “in casa”.


Come funziona?

Sulla falsariga del certificato che già dal 26 aprile viene usato per spostarsi tra regioni arancioni o o rosse, il green pass italiano sarà un documento nominativo che attesterà per ogni singolo cittadino o turista europeo una delle seguenti tre condizioni:

  • Di aver ricevuto entrambe le dosi di vaccino anti-Covid, tra quelli approvati e riconosciuti sul territorio nazionale (Pfizer, Moderna, Astrazeneca, Johnson & Johnson) e di essere dunque immuni da Covid-19.
  • Oppure di essere risultati negativi a un tampone rapido o molecolare effettuato nelle 48 ore precedenti il viaggio.
  • Oppure di aver contratto il virus ed esserne guariti.

Come si richiede e quanto dura?

Potrà essere presentato sia in formato cartaceo che in formato digitale, con tempi e modalità di rilascio differenti a seconda delle tre certificazioni da ottenere.

  • Per l’attestazione di vaccinazione avvenuta è previsto un rilascio su richiesta dell’interessato dalla struttura sanitaria o medico che effettua la somministrazione. La domanda dovrà essere fatta il giorno stesso della seconda dose, nel caso di Johnson & Johnson il giorno della unica iniezione prevista. Il documento sarà disponibile anche nel fascicolo sanitario elettronico del soggetto e avrà validità di 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale e non dal giorno in cui viene rilasciato.
  • Il green pass Covid-19 per tampone negativo ha una validità di 48 ore dall’esecuzione del test. Anche in questo caso viene rilasciato su richiesta dell’interessato che dovrà rivolgersi alle strutture sanitarie pubbliche, o alle private che siano autorizzate. Anche le farmacie che svolgono i test rapidi possono rilasciare la certificazione verde, così come medici di base e pediatri.
  • Per l’attestazione di avvenuta guarigione dal virus la richiesta da parte dell’interessato dovrà essere fatta alla struttura presso la quale è stato ricoverato. Per i pazienti non ospedalizzati sarà il medico di base o il pediatra a doversene occupare, sempre sotto richiesta del soggetto. Da quando viene rilasciato, il green pass ha validità di 6 mesi dalla guarigione comprovata. Tutte le certificazioni rilasciate prima dell’entrata in vigore del decreto legge saranno valide per 6 mesi a decorrere dalla data indicata nella certificazione, tranne nella situazione in cui il soggetto venga nuovamente accertato come positivo al virus.

Il green pass europeo

Il pass europeo entrerà in vigore in un periodo successivo a quello italiano, più precisamente nella seconda metà di giugno. Permetterà ai turisti, anche italiani, di viaggiare tra i diversi Paesi europei senza doversi sottoporre ad alcuna quarantena preventiva. Anche in questo caso le opzioni da certificare sono tre: vaccinazione anti Covid, tampone con esito negativo, avvenuta guarigione dal virus.

Come funziona?

Pensato dall’Unione Europea per viaggiare in sicurezza, non varrà soltanto per i Paesi ai confini dell’Ue ma anche per i Paesi terzi che intenderanno accettare il sistema e permettere così l’ingresso nel loro territorio. Come il green pass italiano, anche quello europeo potrà essere presentato sia in formato cartaceo che digitale. La soluzione digitale verrà gestita con un app dotata di codice Qr a cui corrisponderanno i dati informativi sul soggetto in questione. Sui requisiti specifici delle tre attestazioni e sulle modalità di rilascio e durata invece dovrà essere ogni Stato membro a decidere, ricevendo dall’Ue soltanto raccomandazioni orientative.

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