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Pokémon, come un gioco di carte per bambini è diventato un affare da milioni di euro

A dicembre un lotto da 12 carte Pokémon è stato acquistato in Italia per 900 mila dollari

Gul tre skilling banco. In svedese: Tre scellini giallo. Pochi grammi, pochi centimetri quadrati. Inchiostro giallo su carta. E diverse macchie di inchiostro lasciate da un timbro. Stampato nel 1855 il Treskilling giallo è il francobollo più raro al mondo. Nel 2010 è stato battuto all’asta per quasi due milioni di euro. Il motivo? Semplicemente un errore di stampa: nella serie originale il Treskilling è verde, non giallo. La filatelia, l’arte di collezionare francobolli, è una passione antica. Ci sono passati cantanti come John Lennon, sovrani come il re di Romania Carlo II e nella storia di queste passioni ci sono anche episodi macchiati di sangue, come l’assassinio di Gaston Leoruz per un rarissimo Due centesimi azzurro.


Unicità, cifre astronomiche, oggetti comuni diventati improvvisamente preziosissimi. Tutti elementi facilmente trovabili anche nel mercato delle carte Pokémon. Che esista un mondo di collezionisti di questi oggetti non è certo una notizia. Negli ultimi mesi però il collezionismo di queste carte sta diventando un fenomeno di massa. A 25 anni dal lancio del brand la valutazione delle carte più rare ha superato qualsiasi record. Il corrispettivo del Treskilling giallo nel mercato delle carte Pokémon è il Pikachu Illustrator, una carta stampata in pochissimi esemplari, circa una decina, e riservata ai vincitori di un concorso di illustratori lanciato dalla rivista giapponese CoroCoro nel 1998. A luglio è stata battuta all’asta per 230 mila dollari.


Come nascono le carte dei Pokémon

Satoshi Tajiri. Il suo nome non è mai entrato nel pantheon della cultura pop degli ultimi decenni. Non è noto come J. K. Rowling, Stan Lee o Eichiro Oda. Eppure è lui l’uomo da cui è nato uno dei brand più redditizi di sempre. Appassionato dal collezionismo di insetti nel 1996 sviluppa con la sua software house giapponese Game Freak due videogiochi in cui lo scopo era collezionare dei mostriciattoli di pixel. E non solo. Questi pocket monster si potevano anche allenare e far combattere con quelli di altri giocatori. Tra i tanti merchandise nati da questo gioco ci sono state anche le carte. All’inizio erano molto semplici, poco pregiate, tanto che si trovavano insieme a pacchetti di gomme da masticare. Poi sono diventate il filone di memorabilia su cui più si sono buttati gli appassionati del genere.

YOUTUBE | Dario Moccia è uno dei più grandi esperti di carte Pokémon Vintage in Italia

L’esplosione dei video sugli spacchettamenti

Questo mercato ha sempre interessato una nicchia di appassionati. Almeno fino al 2020, quando su Twitch e YouTube ha preso piede un format video noto come “spacchettamenti”. In pratica vengono aperti davanti al video dei pacchetti di carte Pokémon per vedere se si riesce a trovare qualcosa di prezioso. Le carte delle ultime espansioni del gioco possono valere anche 500 euro, come il Charizard Shiny Vmax. Ma è nelle bustine più vecchie che si trovano i tesori. Lo scorso ottobre lo youtuber statunitense Logan Paul ha speso 165 mila dollari per acquistare un box con 32 bustine da 11 carte della Prima edizione mai uscita delle carte Pokémon in lingua inglese. La carta più ambita di questo set è il Charizard Olografico, scambiato un mese fa per 300 mila dollari.

YOUTUBE | Lo spacchettamento di Logan Paul

In pratica quasi un gioco d’azzardo. Si investe una cifra e c’è la possibilità di guadagnarne una molto più grossa. Da Logan Paul la Pokémania è tornata alla carica e tanti altri influencer si sono buttati sul settore. In Italia anche Fedez ha acquistato e aperto nel suo podcast Muschio Selvaggio tre pacchetti della prima edizioni italiana. Certo. Molti di quelli che si sono avvicinati al brand negli ultimi mesi si sono fatti attrarre dall’interesse generato da questi contenuti ma in Italia esiste una community molto forte di appassionati che per anni crea su tutte le piattaforme contenuti dedicati alle creature di Satoshi Tajiri.

I gruppi Facebook, eBay e i flussi di denaro

Ormai non si parla più di spiccioli. A dicembre il portale specializzato Pokémon Millennium ha dato la notizia di uno scambio senza precedenti in Italia. Lo scambio ha coinvolto un lotto di 12 carte Pokémon. Tutti esemplari rarissimi. Tal Marco, noto su Instagram come @poke_mafa, è riuscito a mettere le mani su un Pikachu Illustrator in condizioni quasi perfette. E tutto in cambio di una serie di rarissimi Charizard in condizioni perfette stampati in anni diversi. Valore complessivo dell’operazione: 900 mila dollari. Nei negozi ufficiali gli scambi sono regolarmente tassati, così come i professionisti che comprano e rivendono carte come lavoro. Ma in tutto questo, tra gruppi Facebook, pagine Instagram, chat Telegram e E-Bay il mercato nero delle carte, sempre più preziose, sta continuando a crescere.

Federic e il fattore nostalgia

Ogni gioco Pokémon è ambientato in una regione del mondo diversa. L’ultimo, Spada e Scudo, è ispirato alle creature e al paesaggio del Regno Unito. Non ne esiste ancora uno italiano, se non amatoriale, ma esiste una community molto forte che si dedica da anni ai Pokémon. Uno dei suoi esponenti è Federico Profaizer, più noto sul web come Federic. Anche lui ha cominciato, ben prima di Logan Paul, con i video sulle carte Pokémon e ora ha aperto uno store online che si occupa di vendere nuove e vecchie edizioni. Insieme a Francesco Pardini, uno dei campioni italiani del gioco competitivo, è stato con noi su Open_Talk, il nostro format su Twitch. Se non l’avete vista, vi lasciamo qui la puntata completa.

Federic ha organizzato uno spacchettamento sul format di Logan Paul. La sera del 6 maggio ha aperto in diretta su Twitch un box da 32 bustine della prima edizione di carte Pokémon in italiano. In Italia ce ne sono meno di dieci e uno di loro, al momento, vale circa 80 mila euro. Ognuna di queste bustine è stata venduta a 1.600 euro. In pratica chi l’ha acquistata riceverà a casa le carte trovate nella sua bustina durante la live. Anche qui. I più fortunati sono riusciti a portarsi a casa carte da migliaia di euro.

FEDERICSTORE.IT | I raccoglitori con le carte da vendere

Qualche mese prima della nostra live avevamo incontrato Federic nel magazzino del suo store: «Le carte vecchie costano di più perché sono più difficili da reperire. All’inizio non c’era collezionismo. Le bustine venivano aperte e i bambini giocavano con questo carte, quindi spesso le rovinavano. Più andiamo indietro, più è difficile trovare carte in buone condizioni». L’identikit dei collezionisti è molto vario: «I collezionisti di carte Pokémon sono anche i bambini di adesso. Secondo me gran parte del pubblico più adulto è attratto da un fattore nostalgico. I Pokémon riportano gli adulti a quando erano bambini, ai tempi in cui passavano le estati a scambiare carte con gli amici».

Le puntate precedenti:

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