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Salvini a de Magistris sulle regionali in Calabria: «Non hanno bisogno di un sindaco fallito». Lui ribatte: «Nemmeno di un razzista»

Lo scontro tra i due è aperto da anni. Nel 2018, quando Salvini era ministro dell’Interno, De Magistris lo aveva accusato di non essere mai al Viminale

Un botta e risposta senza mezzi termini, come al solito, quello accaduto tra il leader della Lega Matteo Salvini e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Non certo nuovi in tema di scontri, i due nelle ultime ore si sono rincorsi con frecciate piuttosto dirette in merito alle elezioni in Calabria. Fra i candidati alla presidenza della regione proprio l’attuale sindaco di Napoli. «Ma vi pare che la Calabria e i calabresi abbiano bisogno di un fallito sindaco di Napoli?» ha commentato Matteo Salvini sulla decisione della candidatura di de Magistris, «va via da Napoli perché non lo vogliono più vedere e ora va in tv a spiegare ai calabresi come stare al mondo». Le parole del leader della Lega sono state pronunciate durante gli Stati Generali del partito in Calabria, dove de Magistris ha iniziato già da tempo la propria campagna elettorale.


La replica del sindaco di Napoli non si è fatta attendere: «La Calabria non ha bisogno di Salvini, un razzista che ha fatto la sua fortuna politica insultando i meridionali per poi costruirsi, anche su scandali vari, una fortuna politica» ha ribattuto. «Da Sindaco di Napoli, pur tra tante difficoltà e problemi, ho portato la città dai rifiuti al primato per crescita culturale e turistica» ha continuato de Magistris. «Salvini danneggia, anche solo con la sua vuota presenza, l’immagine di una Regione che ha bisogno di onestà, competenza, bellezza, dignità e cura, non di propaganda squallida di chi ci ha sempre trattato con disgusto come terroni», chiude il primo cittadino.


Un astio di lunga data

«Sul fronte sicurezza, il Ministro dell’Interno Salvini ha reso sinora il Paese più insicuro e più violento. Aumentano i reati a sfondo razziale, crescono le violenze su bambini e donne, si rafforza l’odio sociale e il sentimento del rancore; si diffonde l’uso delle armi. Il tutto condito dal bullismo istituzionale plasticamente rappresentato dal Ministro Salvini con il mitra in mano». Queste erano state le parole del sindaco di Napoli nel maggio di due anni fa a commento del episodio di cronaca che vide coinvolta una bimba di 4 anni colpita dal proiettile di un criminale in pieno centro città. L’attacco all’allora vicepremier Salvini non mancò definendolo «un ministro fantasma, quasi mai presente in Viminale perché sempre impegnato in campagna elettorale». «Faccia meno comizi e invii le centinaia di donne e uomini delle forze di polizia che la circondano quando si muove nei territori italiani a garantire la sicurezza degli abitanti del nostro Paese» aveva continuato. Gli scontri tra i due sono andati avanti a suon di accuse reciproche di razzismo e ignoranza fino all’attuale oggetto di contesa delle elezioni in Calabria.

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