Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

«In Alto Adige 1.559 positivi dopo la prima dose», l’allarme della provincia di Bolzano per il calo delle somministrazioni

Lo ha riferito l’assessore provinciale alla Sanità Widmann durante la seduta del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano. Ad allarmare la giunta provinciale è il dato ancora basso di copertura vaccinale, con meno della metà della popolazione che ha ricevuto la prima dose

Sono 1.559 le persone in Alto-Adige che hanno contratto il Coronavirus dopo essere stati vaccinati. Il numero riguarda cittadini che hanno ricevuto almeno una dose del vaccino nella provincia autonoma di Bolzano, dove solo il 49,42% ha ricevuto la prima somministrazione, mentre il 3189% ha completato il ciclo di vaccinazione. A riferirlo l’assessore provinciale alla Sanità Thomas Widmann, durante la seduta del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano. La richiesta di interrogazione è stata avanzata dal consigliere Josef Unterholzner, del partito Enzian. Per la sua interrogazione, Unterholzner è partito da segnalazioni di «casi di test positivi al coronavirus dopo l’avvenuta vaccinazione, che hanno interessato non poche persone, di ogni età, anche dopo il richiamo, e con decorso non privo di sintomi».


Sempre meno vaccinati in Alto Adige

Ed è stato lo stesso assessore Widmann ad avvertire che se entro il prossimo autunno non si riuscirà a dare il vaccino a più persone, il quadro epidemiologico «potrebbe aggravarsi». Il punto di svolta per un’immunizzazione e un controllo migliore dell’andamento dei contagi rimangono, infatti, i 50 mila altoatesini che non sono ancora vaccinati e l’uso di test. «In quanto ai test gratuiti a Roma sono di opinione diversa», spiega Wiedmann, «ma quello del Tirolo è un ottimo esempio. Va detto che non tanti stanno utilizzando questi test e che in Alto Adige si sta facendo la stessa quantità di test nasali del Tirolo, che lì sono gratis. Per i test sono stati spesi 15 milioni, la maggior parte di essi sono stati destinati alle scuole ed è importante metterli ancora a disposizione soprattutto per i campi estivi e altre situazioni, ma bisogna soprattutto vaccinare. In autunno bisognerà ripartire con lo screening a tutta velocità», ha sottolineato Widmann. Proprio ieri in aula il governatore Arno Kompatascher ha ribadito un calo delle vaccinazioni. «Se il 50 per cento della popolazione non è protetto c’è il pericolo che le unità di terapia intensiva tornino di nuovo sotto pressione, come dimostra l’esperienza di altri paesi, e questo imporrebbe di prendere nuove misure drastiche», ha riferito il presidente della Regione, dove i vaccini sono disponibili ed è possibile scegliere quale inoculare.


Il quadro sanitario

Stando ai dati che provengono dall’Azienda sanitaria dell’Alto Adige sono otto i nuovi casi di contagio registrati nelle ultime 24 ore. Tre di questi sono stati rilevati dopo aver effettuato 608 tamponi rinofaringei, altri cinque su una base di 1.660 test antigenici. Nello stesso arco temporale sono stati segnalate tre persone guarite, che si aggiungono ai 73.559 totali dall’inizio della pandemia. Le persone in isolamento o quarantena sono invece 330. Anche oggi 30 giugno, infine, non sono stati rilevati decessi da Covid, che quindi restano fermi a 1.180 vittime dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

Leggi anche: