Gli altri due arbitri indagati nell’inchiesta su Rocchi e il Var e il mistero della fonte “coperta” dai pm

L’inchiesta della procura di Milano su Gianluca Rocchi va avanti da un anno. E quindi da prima della denuncia dell’ex guardalinee Domenico Rocca. E ci sono altri due arbitri indagati. Ovvero Luigi Nasca, per Salernitana-Modena e per Inter-Verona del 6 gennaio 2024 e la sospetta gomitata del nerazzurro Alessandro Bastoni che ha deciso di non sanzionare. E l’assistente Rodolfo Di Vuolo, convocato nei mesi scorsi in procura. Mentre sono previsti per giovedì 30 aprile gli interrogatori di Rocchi e Gervasoni dopo l’archiviazione di un anno fa si può riaprire l’indagine sportiva, come è successo per la Juventus e le plusvalenze. Gli «elementi nuovi e probanti» necessari ci sono tutti.
L’indagine su Rocchi e gli arbitri
A spiegare che l’indagine con l’ipotesi di reato di frode sportiva è aperta da più di un anno è il Corriere della Sera. Che lo ricava dalla proroga delle indagini preliminari chiesta dal pubblico ministero Maurizio Ascione. Dopo la riforma Cartabia le procure devono chiedere proroghe di sei mesi se vogliono continuare indagini in corso da più di un anno. Quindi l’inchiesta è precedente al 2 aprile 2025, ovvero il giorno in cui Rocchi «in concorso con più persone, presso lo stadio San Siro durante la gara di andata di Coppa Italia del 2 aprile 2025» tra Inter e Milan, avrebbe «”combinato” o “schermato” la designazione dell’arbitro Daniele Doveri alla direzione della semifinale del torneo il 23 aprile 2025». Allo scopo di assicurare all’Inter direzioni di gara diverse dal «poco gradito» Doveri per la eventuale successiva finale di Coppa Italia e per il resto del campionato, gare di ben «maggiore interesse per la squadra milanese».
La fonte
Da questo si può quindi anche dedurre che c’è una fonte dell’indagine che non è ancora comparsa negli atti ufficiali come l’invito a comparire a Rocchi e Gervasoni. E quindi potrebbero anche esserci intercettazioni che risalgono alla primavera 2025. L’ipotesi di reato di frode sportiva infatti nel 2014 è stata modificata con l’aumento della pena da 2 a 6 anni. E questo legittima l’uso della tecnica d’indagine. Intanto i due indagati potrebbero avvalersi della facoltà di non rispondere davanti ai pm perché, come ha spiegato il legale di Rocchi Antonio D’Avirro, «le contestazioni sono generiche, non si capisce molto, non sappiamo chi sono le persone che avrebbero concorso all’ipotesi di reato».
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Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo
Nasca, l’uomo del Var in Inter-Verona dell’8 gennaio 2024, è indagato. Ma è possibile che per lui si parli di un rigore revocato in una partita di serie B, Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025. Secondo Repubblica è indagato anche l’assistente al Var Rodolfo Di Vuolo, che nei mesi scorsi è stato interrogato in procura. Quell’indagine parte dall’esposto di un avvocato e tifoso veronese, Michele Croce, depositato nel gennaio 2024. L’avvocato di Di Vuolo, Simone Ciro Giordano, conferma al quotidiano che un fascicolo fu aperto a Milano «due anni fa» dopo la denuncia di Croce «poi non abbiamo saputo più nulla e credo vada verso l’archiviazione, non c’è nulla di fondato».
Gioca Jouer
La figura di Rocchi e il suo ruolo vengono perfettamente definiti come il Gioca Jouer. Ovvero alla collezione dei gesti con cui il capo degli arbitri segnalava ai varisti come comportarsi. Il gesto della mano alzata significava «non intervenire». Il pugno chiuso: «Intervieni». Nella partita tra Udinese e Parma del primo marzo 2025 Rocchi avrebbe condizionato l’addetto Var Daniele Paterna (indagato per falsa testimonianza). Lo si vede dai video: prima non interviene su un rigore a favore dei bianconeri, poi si gira di scatto e guarda qualcuno dietro di lui. Chiede: «È rigore?». Poi comunica all’arbitro Fabio Maresca che è necessario rivedere l’azione al monitor. A bussare sul vetro, secondo l’ipotesi accusatoria, proprio il designatore Rocchi. Mentre gli arbitri, in quella stanza protetta, dovrebbero essere sereni di valutare secondo il loro giudizio.
La bussata e gli errori
La procura avrebbe acquisito gli ultimi due anni di audio e i video della control room del calcio italiano. «Le “bussate” in sala Var? Nell’ambiente se ne parlava e si sapeva che il protocollo non lo permetteva», dice all’Agi Daniele Minelli, ex arbitro, che nel luglio del 2025 si è ritirato perché deluso dall’ambiente. Racconta un altro paradosso: «Da quando a Rocchi e i suoi vice non si sono più presentati a Lissone perché la federazione ha imposto la presenza della procura federale all’interno della Sala Var dopo la denuncia di Rocca, gli errori degli arbitri si sono moltiplicati in modo devastante».
Cosa rischia l’Inter per Rocchi
Ma cosa rischia l’Inter, presunta favorita da Rocchi? In primo luogo va segnalato che anche se l’Inter non ha ricevuto vantaggi successivi dalla designazione questo è irrilevante dal punto di vista della frode sportiva. Perché in causa è il comportamento presuntamente illecito del designatore. Attualmente non ci sono dirigenti, tesserati o soggetti riconducibili all’Inter indagati nella vicenda. Ma la procura federale ha già chiesto le carte a Milano. L’istruttoria si può riaprire come successe per la plusvalenze della Juventus.
