Gianluca Rocchi si autosospende da designatore arbitrale, indagato per frode sportiva anche il capo del Var Gervasoni. I sospetti sulle partite e la difesa

Il designatore degli arbitri di Serie A e B Gianluca Rocchi ha deciso di autosospendersi dopo essere stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva. «In merito alla vicenda odierna, in accordo con l’Aia e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di responsabile Can», ha fatto sapere Rocchi. «Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia, vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima. Il grande amore per la mia associazione ed il senso di responsabilità per il ruolo ricoperto mi portano prima di tutto a tutelare un gruppo così importante di atleti che non voglio possa essere condizionato in alcun modo dalle mie vicende, in attesa di novità, che mi auguro quanto prima possano arrivare per chiarire la mia posizione».
Cosa c’è nell’inchiesta
L’inchiesta che coinvolge Rocchi riguarda il campionato 2024-2025, ed è condotta dal pubblico ministero milanese Maurizio Ascione. La Procura indaga per frode sportiva, la stessa ipotesi di reato che emerse in Calciopoli, culminata con la retrocessione in serie B della Juventus. Tra le partite finite sotto il faro degli inquirenti c’è Udinese-Parma del 1° marzo 2025. Un video, acquisito dagli inquirenti e visionato dall’agenzia Agi, documenta le discussioni tra gli arbitri davanti a un episodio di “possibile mano”. Secondo l’ipotesi contenuta in un esposto presentato dall’assistente arbitrale Domenico Rocca (denuncia poi archiviata dalla giustizia sportiva) il designatore Rocchi si sarebbe alzato per «bussare» sul vetro della sala Var, attirando l’attenzione degli arbitri. Questo perché dalle immagini emerge come l’arbitro al Var Daniele Paterna inizialmente sembri orientato a escludere il rigore, poi cambia idea. Paterna, riporta l’Agi, è stato convocato dal pm nei mesi scorsi come testimone. La sua deposizione però sarebbe stata interrotta quando, anche alla luce del video, il magistrato ha ritenuto che non stesse raccontando la verità. In quel momento la sua posizione si sarebbe trasformata in quella di indagato per falsa testimonianza. Anche perché la porta della stanza del Var deve essere chiusa, nessuno può interagirci, anche davanti alla vetrata.
Il monitoraggio su Rocchi
Dopo la denuncia di Rocca e la segnalazione di Antonio Zappi, l’allora presidente dell’AIA (associazione italiana arbitri), inoltrò immediatamente la segnalazione alla Procura della Figc e predispose un cambio di regolamento che obbligava chiunque andasse a Lissone, a cominciare da Rocchi, a redigere una puntuale relazione in cui avrebbe dovuto specificare il tipo di attività svolta. Da quel momento nessuno del team di Rocchi ci è più andato, ricostruisce Agi. I rapporti si sono incrinati e si è iniziato anche a ipotizzare la scissione della Can Serie A (commissione arbitri nazionale Serie A) dal controllo dell’AIA.
Inter-Verona e la gomitata di Bastoni
Un altro episodio citato nelle carte è la partita Inter-Verona dell’8 gennaio 2024. L’episodio dubbio è la gomitata del difensore nerazzurro Alessandro Bastoni al giocatore gialloblu Duda. Il dialogo tra Michael Fabbri, arbitro, e Luigi Nasca, al VAR, è stato rivelato integralmente nell’incontro di Coverciano. Ed è molto concitato. Nonostante il contatto, non viene disposto un “on field review” e il gol decisivo di Frattesi viene convalidato. Rocchi aveva riconosciuto l’errore sul fallo di Bastoni in Inter-Verona. E a Coverciano si dichiarò molto deluso dall’operato dell’arbitro Fabbri e del VAR Nasca a San Siro, invitandoli a una pausa di riflessione. Adesso si stanno analizzando anche altre partite del campionato.
Le indagini su Rocchi e Gervasoni
«Al momento non posso fare dichiarazioni, perché devo studiare le carte – ha detto l’avvocato Antonio D’Avirro, che difende Gianluca Rocchi – Posso però dire che il mio assistito, con cui ho parlato, contesta quel che gli viene addebitato nell’invito a comparire» (davanti alla Procura di Milano, per il 30 aprile, ndr). Per possibili ingerenze su Var e arbitri è indagato dalla procura di Milano anche il supervisore Var Andrea Gervasoni. Nell’avviso di garanzia che gli è stato notificato ieri sera, riporta Repubblica, si legge che «durante lo svolgimento della partita Salernitana-Modena con la concessione del calcio di rigore a favore della squadra emiliana da parte del direttore di gara Antonio Giuia incalzava e sollecitava l’addetto Var Luigi Nasca affinché questi richiamasse Giuia all”on field review’ ai fini della decisione iniziale sull’episodio di gioco». I fatti risalgono all’8 marzo 2025.

