Vitalizi, 700 ex senatori oggi sperano di riprenderseli: la decisione mentre tutti aspettano Italia-Spagna

A presiedere la Commissione di appello ci sarà Luigi Vitali, in quota Forza Italia

Sono 700 gli ex senatori che oggi, 6 luglio, cercheranno di riottenere i vitalizi tagliati appena due anni fa: il Senato deciderà se confermare o cancellare il taglio. Dopo diversi ricorsi accolti già in primo grado dai “giudici” interni guidati da Giacomo Caliendo, alle 19 la Commissione di appello – presieduta da Luigi Vitali (FI) – si esprimerà sulla questione, a Palazzo Madama. E tutto avverrà lontano dall’attenzione mediatica, concentrata sulla semifinale di Euro2020 giocata dalla Nazionale. A premere perché i vitalizi ritornino nelle mani dei loro vitaliziati, come racconta Il Fatto Quotidiano, c’è anche l’Associazione degli ex parlamentari. «Al Senato la sentenza di primo grado della Commissione contenziosa è stata impugnata – ha detto il presidente Antonello Falomi durante l’assemblea annuale dell’associazione. Non ripeto, in questa sede, il giudizio che abbiamo dato su quell’impugnativa, e sulla connessa decisione del Consiglio di garanzia (l’organismo di appello, ndr), di sospendere, in attesa della conclusione del giudizio, gli effetti della sentenza di primo grado. Il dibattimento tra le parti è terminato ormai da tre mesi, ma la sentenza non è ancora intervenuta, nonostante le nostre continue sollecitazioni».


La decisione sui vitalizi per 700 senatori poco prima di Italia-Spagna

Per Falomi un altro grosso problema è rappresentato da Roberto Fico, accusato di «assistere impassibile, se non complice, a comportamenti che dovrebbe censurare e a violazioni delle regole che dovrebbe far rispettare». Il presidente della Camera dei deputati avrebbe «lasciato correre, senza battere ciglio, dichiarazioni pubbliche di autorevolissimi esponenti parlamentari che tentavano apertamente di condizionare l’operato dei componenti degli organi di autodichia». E ha ancora aggiunto: «Altrettanta inerzia vi è stata, da parte del presidente della Camera, nell’assicurare il rispetto del Regolamento di tutela giurisdizionale di fronte a un Consiglio di giurisdizione chiaramente inadempiente: a due anni e mezzo dal deposito di circa 1400 ricorsi contro il ricalcolo retroattivo con metodo contributivo dei vitalizi e degli assegni di reversibilità il Consiglio di giurisdizione non ha ancora pronunciato la sentenza di primo grado».


Caliendo e il ricalcolo dei vitalizi

A giugno 2020 era arrivata la decisione della Commissione contenziosa del Senato di annullare la delibera dell’Ufficio di presidenza che aveva stabilito il ricalcolo retroattivo dei vitalizi dei deputati in base al sistema contributivo, comportando tagli anche molto consistenti. Dei cinque membri della commissione due, i leghisti Pillon e Riccardi, si sono espressi contro la decisione. I tre a favore sono stati i due membri tecnici e il presidente della Commissione, il forzista Giacomo Caliendo. Pochi giorni prima, Caliendo aveva detto espressamente, alla stampa, che si sarebbe astenuto da una decisione simile. «Pur non avendo nessun problema di conflitto di interessi, ho raggiunto la decisione di astenermi da quel processo. Lo faccio per difendere il Senato e i principi dell’autodichia, che sarebbero messi in forse da iniziative che crescono per impedire che sia assunta una decisione corretta con le regole del diritto e non con la forza della maggioranza».

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