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Numeri in chiaro, Taliani: «I dati vanno verso nuovi picchi. Il Green pass su treni e aerei? Chi non si vaccina usi mezzi propri» – Il video

«Chi rifiuta la garanzia protettiva del vaccino può farlo, ma non può chiedere ai vaccinati di affrontare le conseguenze di un rischio che non hanno deciso di correre», commenta la professoressa sul nodo certificato verde per i mezzi di trasporto

A commentare gli ultimi dati sulla situazione Covid in Italia è la professoressa ordinaria di Malattie infettive alla Sapienza di Roma, Gloria Taliani. Come evidenza la scienziata, oggi il bollettino nazionale diffuso dalla Protezione Civile e dal ministero della Salute «riporta un segno più davanti a ogni voce nonostante i decessi si mantengano su un numero relativamente basso. La media in 7 giorni della variazione dei casi positivi dal primo di luglio ha preso una strada in salita e continua a crescere ogni giorno. Ora siamo arrivati a 5.340 casi di media rispetto ai 7 giorni precedenti».


«Si tratta di una situazione che ha tutta l’aria di essere una ripresa di un nuovo picco», continua la professoressa, che si preoccupa anche di evidenziare un elemento di conforto nei dati disponibili. «Il rapporto tra i ricoverati in reparto rispetto al numero delle persone attualmente positive si mantiene stabilmente basso. 2 persone ogni 100 infette, accedono ai reparti. Tenendo conto che questi numeri erano più che doppi a marzo e aprile rispetto a quelli attuali, possiamo dire che se da un lato la variante Delta genera facilmente nuove infezioni, dall’altro la copertura vaccinale di più del 50% della popolazione (insieme a coloro che sono guariti dal virus) garantisce una sorta di argine alla diffusione non tanto dell’infezione, quanto della sua evoluzione in malattia».


«Se esiste una libertà, questa deve essere necessariamente a doppio senso». La professoressa Taliani non ha dubbi sull’estensione dell’obbligo di Green pass anche sui mezzi di trasporto, aspetto su cui nei prossimi giorni il governo potrebbe prendere decisioni definitive. «Scegliere di vaccinarsi e quindi ottenere questa certificazione verde vuol dire proteggere anche gli altri: gli immunizzati hanno una durata media del tempo di eliminazione del virus nelle secrezioni più basse, una carica virale mediamente più bassa, oltre a difendersi dalla malattia. La loro schermatura è offerta anche a chi è attorno. Chi rifiuta questa garanzia protettiva può farlo, ma non può chiedere ai vaccinati di affrontare le conseguenze di un rischio che non hanno deciso di correre».

E allora la soluzione diventa per la professoressa «una questione di senso civico». «Chi non si vaccina deve abituarsi all’idea di cominciare ad utilizzare esclusivamente mezzi propri, senza per questo parlare di discriminazione. Il Green pass non discrimina ma certifica uno stato di salute. Il senso civile porta a certificare i protetti rispetto a i non protetti. Anche alla luce dei cluster che negli ultimi giorni si sono verificati proprio in comunità di persone non vaccinate, direi che il problema è quanto mai concreto e da risolvere».

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