Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Balli senza distanza e niente mascherine: tutti i locali chiusi per il mancato rispetto delle norme anti-Covid

Sigilli sulla riviera romagnola, a Roma e in Lombardia. La protesta dei gestori: «Perché non ci fate lavorare?». Perché il Green pass non va bene per noi?

Ci sono le tre discoteche chiuse nella notte tra sabato e domenica sulla riviera romagnola. E quelle sigillate a Castiglione della Pescaia e a Mantova. E poi via via ecco Ischia e Roma. Nell’ultimo weekend sono scattati in tutta Italia i controlli delle forze dell’ordine sul rispetto delle normative anti-Covid nei luoghi della movida. E sono arrivate anche le chiusure. Insieme alle proteste degli esercenti, che lamentano l’accanimento nei confronti di un settore che ha pagato un prezzo molto alto alla pandemia di Coronavirus e che attendeva l’estate per cercare di tornare al lavoro.


Tutti i locali chiusi nel weekend

Uno dei primi a cadere nelle maglie dei carabinieri è stato un locale di San Benedetto del Po nel Mantovano, dove erano in molti a ballare senza mantenere le distanze. Per gli esercenti è stata disposta la chiusura per 5 giorni. A sorprendere il mancato rispetto delle regole anti-Covid sono stati sabato sera i carabinieri della compagnia di Mantova. I militari hanno accertato che il titolare della discoteca-ristorante ha consentito a un numero molto elevato di clienti, tra i 18 e i 30 anni, di danzare senza fare osservare il divieto di assembramento e l’obbligo della mascherina. Il gestore e 32 degli avventori sono stati sanzionati. Un giovane, inoltre, è stato trovato in possesso per uso personale di circa 3 grammi di marijuana mentre un altro ha danneggiato una delle auto di servizio scagliando un sasso che ha mandato in frantumi il finestrino.


Tre discoteche sono state invece chiuse nella notte fra sabato e domenica sulla Riviera romagnola. A Rimini gli agenti sono entrati all’Ecu, hanno trovato più di mille giovani ammassati in pista, tre Dj e un solo addetto alla sicurezza, oltre che irregolarità sulle uscite d’emergenza e negli estintori. La serata era pubblicizzata sul sito del locale, in cui si specificava: «Ingresso limitato e solo su prenotazione nel pieno rispetto delle normative anti Covid-19. Posti limitati a mille persone». A Riccione il blitz dei carabinieri al Musica è avvenuto alle 4 del mattino. E nella vicina Cattolica il Bikini è stato fermato per il mancato rispetto delle regole anti-Covid. A Castiglione della Pescaia, dove si trova in vacanza il ministro Roberto Speranza, il titolare del Capannina, un locale chiuso dopo tre serate danzanti mascherate da cena al ristorante, ha annunciato azioni di protesta come un grande Beach Party davanti all’hotel del responsabile della sanità del governo Draghi. E ha sostenuto in un’intervista a La Stampa che il ministro non li fa aprire «perché non sopporta Flavio Briatore».

Balli senza distanza e niente mascherine

A Ischia i carabinieri della locale stazione hanno denunciato per rissa otto persone. Sono sette ischitani e uno residente a Sorrento, tra i 19 e i 30 anni. Sono ritenuti responsabili di una rissa avvenuta il 16 luglio scorso verso le quattro del mattino sulla riva destra del porto d’Ischia. A Roma le attività si sono concentrate nei quartieri San Lorenzo, Pigneto, Cinecittà, Tiburtina e in zona Piazza Vittorio Emanuele II. Tre esercizi commerciali sono stati sanzionati, uno dei quali anche con la chiusura per 5 giorni. Due altri locali della movida sono stati chiusi per la violazione delle misure anti-contagio. Infine, all’alba di sabato, una maxi rissa si è scatenata davanti a un locale nel Pesarese, dove due carabinieri sono pure stati aggrediti dalla folla.

Intanto però monta la rabbia dei gestori. Gianni Indino, presidente del Silb-Fipe in Emilia-Romagna, il sindacato dei locali da ballo, si arrabbia: «Vi rendente conto che abbiamo a che fare con gente con l’acqua alla gola, allo stremo? Al “Musica” (uno dei locali chiusi sabato, ndr) è stato fatto entrare il 90% di persone vaccinate e sono stati eseguiti 300 tamponi all’ingresso. Perché non ci fate lavorare? Perché il Green pass non va bene per noi? Cominceremo a restituire le licenze e a riaprire come circoli privati, così almeno avremo la possibilità di far ballare i nostri soci». Per il rappresentante dei gestori, che ha parlato con Repubblica, c’è un tema di ordine pubblico: «In provincia di Rimini venti locali possono accogliere 30 mila persone. Che sarebbero tolte dalla strada. Ma lo Stato ha legalizzato l’abusivismo. Su tutta la Riviera, la sera in spiaggia si balla. In Italia ci sono 200mila persone (del settore, ndr) che non prendono lo stipendio da due anni ma nessuno se ne preoccupa».

Leggi anche: