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Scuola, scontro sui tamponi gratis agli insegnanti no vax. Il muro di Pd e Forza Italia: «Indegno, un grave errore»

Rotta (Pd): «Questi test si pagheranno con le tasse dei cittadini». Novelli (Fi): «Confidiamo che il governo non confermi la gratuità per tutti»

È sempre più scontro sul protocollo scuola approvato dal ministero dell’Istruzione e la decisione che siano gli stessi istituti scolastici a farsi carico dei tamponi per i professori no vax. Dopo le critiche arrivate dall’associazione presidi, anche Pd e Forza Italia vanno all’attacco dell’accordo. «Lo Stato pagherà i tamponi ai docenti #novax con le tasse dei cittadini che si sono responsabilmente vaccinati. Per me si tratta di un grave errore. Gli insegnanti che possono farlo si devono immunizzare e la scuola deve ripartire in sicurezza», scrive su Twitter la deputata del Partito democratico Alessia Rotta.


«È indegno che gli istituti scolastici, cioè i cittadini contribuenti, paghino i tamponi agli insegnanti no vax per permettergli di tornare al lavoro», commenta invece il deputato di Forza Italia Roberto Novelli. «Prendiamo atto della precisazione del ministro che limita la gratuità dei test al personale che non può vaccinarsi per motivi di salute e restiamo in attesa della nota con i dettagli del protocollo. Confidando che il governo, per accondiscendere ai sindacati, non confermi la gratuità per tutti – ha proseguito -. Sarebbe un pessimo segnale, una misura discriminatoria nei confronti di altri lavoratori e un regalo a una minoranza irresponsabile a cui lo Stato affida un compito tra i più importanti».


La precisazione del ministero dell’Istruzione

Il ministero dell’Istruzione precisa che nel Protocollo d’intesa siglato con le organizzazioni sindacali «non è previsto, né si è mai pensato di prevedere, un meccanismo di gratuità del tampone ai cosiddetti no vax». «Il Protocollo prevede, invece – si legge in una nota – una corsia preferenziale per il personale che deve ancora vaccinarsi» e «un supporto ai più fragili, ovvero a chi non può vaccinarsi per particolari motivazioni che saranno ulteriormente indicate negli accordi con le Aziende Sanitarie Locali, in raccordo con il ministero della Salute».

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