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Green Pass nelle mense delle forze dell’ordine: il governo ferma la polizia e ripristina l’obbligo

Una circolare della polizia esentava dalla Certificazione Verde Covid-19 i refettori degli agenti. L’esecutivo la cancella

Il governo Draghi ha imposto un dietrofront sul Green pass nelle mense di militari e polizia. Ieri abbiamo raccontato che una circolare della Polizia di Stato datata 5 agosto – il giorno prima dell’entrata in vigore della Certificazione Verde Covid-19 obbligatoria in ristoranti e bar – esentava dalla presentazione del salvacondotto per l’accesso alle mense di servizio di Questure e Prefetture. Ma l’esecutivo, anche a seguito delle indicazioni del ministero della Salute, fa sapere che l’obbligo tornerà in vigore superando le circolari interne della polizia. Che potevano anche rappresentare un precedente pericoloso e scatenare un effetto domino su quelle aziendali, in fermento per l’obbligo sugli operai di esibire il Green pass per la pausa pranzo sul posto di lavoro. Una decisione che però non è piaciuta ai sindacati. «Quanto sta avvenendo nelle ultime ore con la questione Green Pass, rasenta davvero il ridicolo e l’incredibile. La certificazione verde sarà ora obbligatoria anche nelle mense delle forze di polizia. Non si può introdurre una disposizione del genere a fronte di un vaccino non obbligatorio. Si calpestano i diritti dei lavoratori in divisa e si perpetra un abuso nei loro confronti», dice Fabio Conestà, Segretario Generale del Movimento Sindacale Autonomo di polizia (Mosap).


«Fino ad oggi nessun focolaio o rischio contagi è stato registrato nelle mense. Come faranno i colleghi che hanno scelto liberamente di non vaccinarsi? Si pensi ai Reparti Mobili spesso in trasferta che devono necessariamente usufruire della mensa. Spiace che la stessa attenzione non sia stata riservata ai servizi immigrazione e agli hotspot, dove i colleghi vengono impiegati a fronteggiare sbarchi di gente proveniente da ogni dove, senza la benché minima cintura sanitaria, altro che Green Pass! Vergognoso», conclude. Ieri era emerso che una circolare della polizia firmata dal caposegreteria e prefetto Sergio Bracco esentava dal Green Pass obbligatorio le mense di polizia e militari. Nel primo paragrafo dedicato alle mense di servizio si chiariva che «le attività connesse con la fruizione del vitto sono consentite a tutto il personale, fermo restando il rispetto dei protocolli o delle linee guida dirette a prevenire o contenere il contagio». Secondo la circolare si applicava il decreto 105 che istituisce il Green Pass obbligatorio soltanto «per quanto concerne l’accesso di persone esterne/ospiti». Liberando di fatto tutte le mense di polizia e militari dall’obbligo per gli astanti di presentazione del Green Pass.


E il Green Pass arriva anche in Vaticano

Intanto è rientrato lo sciopero alla Hanon Systems di Campiglione Fenile, nel Torinese. L’azienda ha comunicato il ritiro immediato dell’obbligo di Green pass per la mensa aziendale. I sindacati hanno salutato la decisione come una grande vittoria. «Ci abbiamo creduto sin dall’inizio e anche la Regione Piemonte ci ha dato ragione, per cui i lavoratori mangiano tutti insieme», ha detto Davide Provenzano, leader della Fim Cisl. La Regione Piemonte infatti aveva sottolineato l’assenza di obbligo di Green pass nelle mense aziendali «fermo restando il rispetto dei protocolli o delle linee guida dirette a prevenire o contenere il contagio». E nel frattempo dal 17 agosto, per accedere al servizio mensa dei dipendenti dentro la Città del Vaticano. La certificazione emessa dal Vaticano, che ha avuto il riconoscimento europeo, è stata resa disponibile nelle scorse settimane a tutte le persone che si sono vaccinate in Vaticano. Se non si ha il Green pass, in alternativa bisognerà esibire una certificazione medica comprovante l’impossibilità a sottoporsi a vaccinazione, secondo quanto deciso dal Governatorato. La verifica del Green pass sarà affidata al personale incaricato dalla Direzione dell’Economia dello stesso Governatorato. Si tratta della prima applicazione del Green pass all’interno del Vaticano. L’udienza generale, con la partecipazione di centinaia di persone, mercoledì 11 agosto, si è svolta senza chiedere il pass ai fedeli. E al momento non ci sono comunicazioni diverse per la prossima udienza, quella del 18 agosto, che si svolgerà sempre nell’Aula Paolo VI.

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