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Merkel incontra Putin: «Gli ho chiesto di liberare Navalny. La sua detenzione è inaccettabile»

20 Agosto 2021 - 17:10 Fabio Giuffrida
epa09421823 A handout photo made available by the Germn Government Press Office shows German Chancellor Angela Merkel meeting Russian President Vladimir Putin at the Kremlin in Moscow, Russia, 20 August 2021. The talks between Merkel and Putin are expected to focus on Afghanistan, the Ukrainian crisis and the situation in Belarus among other issues.  EPA/Guido Bergmann HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
La richiesta arriva a un anno dall'avvelenamento dell'oppositore russo che, proprio ieri, dal carcere ha scritto una lettera alle potenze occidentali
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Nel corso dell’incontro tra Angela Merkel e Vladimir Putin, avvenuto oggi, 20 agosto, la cancelliera tedesca ha avanzato di nuovo la richiesta di liberazione di Alexei Navalny. Oggi ricorre l’anniversario del suo avvelenamento, e la Germania ha chiesto al presidente russo la sua scarcerazione, giudicando la detenzione del leader dell’opposizione russa «inaccettabile». La data dell’incontro di oggi non era affatto casuale: lo staff della cancelliera ha ribadito che le loro richieste «non sono state ancora soddisfatte», il caso «è irrisolto» ed è «un pesante fardello» per le relazioni tra Germania e Russia. Berlino si era fatta carico delle cure dell’oppositore durante i giorni più duri per la sua salute. I due leader – Merkel e Putin – hanno anche discusso della presa di Kabul da parte dei talebani in Afghanistan, della guerra in corso nell’Ucraina orientale e della repressione autoritaria in Bielorussia, alleato di ferro della Russia. Sul tavolo anche la chiusura del dossier Nord Stream 2 e il contestato gasdotto tra Russia e Germania, ormai ultimato.

La lettera di Navalny dal carcere e la risposta di Putin

Proprio ieri, dal carcere, Navalny – tramite una lettera – aveva chiesto ai politici occidentali di intervenire duramente nella lotta alla corruzione globale. L’attacco era diretto al Cremlino. Oggi, infatti, è arrivata la replica di Putin che ha definito «importante» la guerra alla corruzione da non usare, però, «come strumento di lotta politica». «Navalny non è stato condannato per la sua attività politica ma per i crimini commessi contro i partner stranieri», nel caso Yves Rocher, ha precisato.

Foto in copertina: EPA/Guido Bergmann

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