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Bechis racconta il caso di sua madre: «Il medico le diceva che il vaccino l’avrebbe uccisa. È morta per Covid-19»

Il direttore del Tempo è stato convinto dalle sorelle a presentare un esposto all’Ordine dei Medici: «Fatti simili non possono passare in silenzio. Mi chiedo se l’abbia fatto anche con altre persone»

Rosanna Colombo, madre del giornalista Franco Bechis, è morta di Covid lo scorso 29 aprile. «Aveva 83 anni e stava benissimo», racconta il direttore del Tempo a Repubblica. Spinto dalle sue sorelle, ha deciso di presentare un esposto all’Ordine dei Medici per denunciare il comportamento del dottore – un primario di ortopedia che da tempo seguiva la donna – che aveva indotto la madre a non vaccinarsi. «Il medico le diceva che il vaccino l’avrebbe uccisa, mia madre si è presa il Covid ed è morta di quello». Tutto era iniziato, spiega, quando il medico aveva persuaso l’anziana di avere mille allergie: «Da diversi anni mangiava pochissime cose, convinta che tutto il resto le facesse male. Ne abbiamo parlato spesso al telefono, ma finché si è trattato di abitudini alimentari che non facevano danni non ci siamo voluti imporre – dice -. Poi dopo il Covid sono arrivati i vaccini e a quel punto abbiamo cominciato a fare pressioni perché si vaccinasse. Le mie sorelle più di me, visto che le erano accanto più spesso».


La signora Colombo era stata accompagnata da figli e nipoti a colloquio con diversi medici. C’erano quasi riusciti a convincerla. Ma quando sono tornati dal medico che la seguiva per un ultimo consulto, «guardando mia sorella le chiese se avesse intenzione di uccidere nostra madre». Nonostante ciò, con la “minaccia” dei nipoti di non andare a incontrare più la nonna se non si fosse vaccinata, la signora Colombo aveva finalmente accettato di farsi inoculare il farmaco biologico. Ma era troppo tardi: «Avevamo appuntamento con il medico della mutua il mercoledì prima di Pasqua per fare la prima dose, ma mia madre si è ammalata prima e quel mercoledì, invece del vaccino, il medico venne a casa a fare il tampone che era positivo». Ricoverata nel Covid Hospital di Verduno, non è riuscita a superare la malattia. «Io non sono mai stato molto favorevole all’esposto – conclude Bechis -, perché ho visto l’iter di casi simili a Roma: non ha portato a niente. Però forse hanno ragione le mie sorelle. Fatti simili non possono passare sotto silenzio. Mi chiedo se – il medico – l’abbia fatto anche con altre persone».


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