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Le fake news di Francesca Donato su vaccini e ivermectina a DiMartedì

L’eurodeputata leghista, ospite di Floris a Di Martedì, ripete le teorie diffuse dal Movimento Ippocrate al Senato, sbagliando su ivermectina e vaccini

L’europarlamentare leghista Francesca Donato, ospite della trasmissione DiMartedì in onda su La7, interviene a sostegno dell’utilizzo del farmaco ivermectina contro la Covid riprendendo i contenuti del controverso convegno al Senato, l’International Covid Summit, organizzato dai suoi colleghi parlamentari della Lega. L’epidemiologa Stefania Salmaso, durante la trasmissione, risponde smentendo le affermazioni della politica, soprattutto quelli contro i vaccini anti Covid, concludendo con un «Macché! Sta scherzando!». Vi spieghiamo perché la Dott.ssa ha ragione.


I presunti dati a favore dell’ivermectina

Francesca Donato interviene dopo aver ascoltato l’intervista al fondatore del Movimento Ippocrate Mauro Rango, quello dell’esempio del paracadute di cui abbiamo parlato in un precedente articolo, il quale sostiene l’utilità di alcuni farmaci contro la malattia senza prove scientifiche. «Io, come sempre, mi baso sui dati» – introduce l’europarlamentare – «Io ho visto i dati dell’utilizzo di questi farmaci, incluso l’ivermectina che è un farmaco usatissimo sulle persone da decenni, usato di solito per altre patologie come la scabbia, ma non ha dato particolari problemi e che si è scoperto che blocca la replicazione virale del Covid».


L’epidemiologa Salmaso contesta l’affermazione della Donato: «No! Non si è scoperto! Le evidenze che stanno venendo fuori dicono che invece sono molto contrastanti. Nel senso che non ci sono i dati per dire che il Covid è “curabilissimo” come viene affermato e che basta un farmaco per bloccarlo». L’europarlamentare, non contenta delle risposte della Dott.ssa Salmaso, insiste: «Lei dice che non ci sono i dati perché non ci sono gli studi randomizzati, probabilmente». L’epidemiologa interviene proprio sugli studi fino ad ora effettuati, ricordando che «hanno dimostrato che non funzionano, questo è. Magari avessimo una cosa del genere!».

Durante il convegno organizzato al Senato dai parlamentari della Lega, evento che il leader di partito Matteo Salvini ha disconosciuto, i relatori hanno citato diversi studi per sostenere l’efficacia dell’ivermectina contro la Covid. A seguito di una verifica pubblicata da Open Fact-checking, abbiamo riscontrato che nei 31 trial che prevedono un controllo col placebo non sostengono affatto l’utilità del farmaco contro la malattia. Ricordiamo che sia l’EMA che la FDA, che non disdegnano la ricerca di un farmaco per curare la Covid, non approvano l’uso dell’ivermectina contro la malattia.

Non ci sono evidenze solide sui vaccini?

L’europarlamentare passa dall’ivermectina ai vaccini anti Covid: « Guardi, ripeto: ci sono evidenze date dai dati. I Paesi in cui si è usata l’ivermectina su grande scala hanno avuto un abbattimento dei ricoveri e dei contagi immediato, quelli che non l’hanno usata no! Tutto qui! Su questo stesso parametro si misura l’efficacia dei vaccini». L’europarlamentare non cita quale Paese avrebbe risolto miracolosamente l’emergenza Covid con un singolo farmaco.

Risponde l’epidemiologa: «No! Gli studi organizzati per dimostrare l’efficacia di un farmaco hanno dei disegni particolari, per cui sono degli studi randomizzati in cui si controlla e si confronta chi lo usa verso chi non lo usa a parità di cose». Giovanni Floris, conduttore del programma, domanda all’epidemiologa se sia vero o falso ciò che afferma l’europarlamentare Donato. La risposta è chiara: «No! Non c’è nessuna evidenza solida». La leghista, di fronte a tale risposta, controbatte diffondendo una bufala: «Ma allora neanche per i vaccini però, mi perdoni». «Macché! Sta scherzando!», controbatte immediatamente la Dott.ssa Salmaso: «Per i vaccini abbiamo trial randomizzati su 40 mila persone a botta solo per la registrazione, per il resto abbiamo studi che hanno studiato milioni di persone».

I vaccini anti Covid-19

Come abbiamo spiegato nella sezione Open Fact-checking, così come nella sezione Scienze, i vaccini anti Covid devono superare tre fasi sperimentali molto rigide per essere immessi nel mercato:

Si comincia sempre coi test preclinici, dove è indispensabile la Sperimentazione animale. Oggi più che mai è diventata evidente l’importanza di utilizzare degli organismi complessi, in qualche modo simili al nostro, perché una terapia non può dimostrare efficacia e sicurezza sulle sole piastrine da laboratorio. Gli esperimenti in vitro sono sicuramente importanti, ma come primo passo. Già il passaggio dagli esperimenti nelle colture cellulari ai test sugli animali, screma numerose idee che sembravano inizialmente promettenti;

A questo punto il vaccino passa alla Fase I, dove lo si somministra a un piccolo gruppo di persone perfettamente sane, magari del personale sanitario, cominciando a testarne efficacia e sicurezza, cosa che si ripeterà ovviamente nelle fasi successive;

Nella Fase II il numero di volontari a cui si somministra il vaccino comincia a essere più ampio, nell’ordine delle centinaia di persone, divise per gruppi con differenti caratteristiche, almeno uno di questi riceverà un placebo, così da scremare effetti dovuti alla suggestione o ad altri fattori non visti nelle fasi precedenti;

Nella Fase III si fa grosso modo lo stesso genere di test di quella precedente, ma con migliaia di volontari. Diventa fondamentale accertarsi che non vi siano significativi casi di eventi avversi.

Ecco perché le dichiarazioni dell’eurodeputata leghista non sono corrette, sia in merito all’ivermectina che per i vaccini anti Covid.

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