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Borghi e Paragone, la strana coppia contro il Green Pass in Parlamento: «Forzerò ogni blocco»

Il deputato della Lega pronto ad andare davanti alla Corte Costituzionale. L’ex M5s prepara azioni di disobbedienza civile

Il decreto legge sul Green Pass obbligatorio raccomanda al Parlamento, alla presidenza della Repubblica e alla Corte Costituzionale di adottare gli stessi provvedimenti della Funzione Pubblica sul lasciapassare. Ovvero di renderlo obbligatorio anche per gli eletti, cosa che gli organi costituzionali debbono scegliere di fare liberamente in nome dell’autodichìa. A sorpresa ieri è arrivato l’ok di Matteo Salvini: «Se la politica impone il Green Pass ai lavoratori, e addirittura a chi fa volontariato, è ovvio che i politici devono essere i primi a rispettare queste regole, a partire dal Parlamento. Punto». Ma non tutti sono d’accordo. E tra i contrari c’è il deputato eletto proprio nel Carroccio Claudio Borghi, che non esclude di ricorrere a sua volta alla Consulta. «Sono contrario all’estensione dell’obbligo di Green Pass per accedere in Parlamento. Intendo aspettare che il provvedimento arrivi in Aula e lì posso adire la Corte costituzionale. Sono contrario all’estensione dell’obbligo a tutti i lavoratori», ha fatto sapere Borghi. Mentre Gianluigi Paragone, ex M5s, ha minacciato a La Stampa addirittura azioni di disobbedienza civile: «Forzerò ogni blocco e se mi dovessero mettere le mani addosso, li denuncerò alla procura. È un provvedimento fascista. Così si limita la possibilità di rappresentare il popolo che la pensa diversamente e io sono il rappresentante di tutto il popolo».


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