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«Così ho infranto la legge»: un medico del Texas racconta di non aver rispettato il divieto di aborto dopo 6 settimane

«So che corro un rischio personale, ma è qualcosa in cui credo fortemente. È un diritto fondamentale delle donne, una parte essenziale dell’assistenza sanitaria»

Un medico del Texas ha raccontato di aver eseguito un aborto, violando così la nuova legge statale che vieta la maggior parte degli aborti dopo le sei settimane di gravidanza. «Avevo il dovere di prendermi cura di questa paziente», ha spiegato il medico. Perché la donna ha un «diritto fondamentale» all’aborto. Il nome del medico è Alan Braid e lavora a San Antonio: è uno specialista in ostetricia e ginecologia ed è un medico abortista da oltre 40 anni, si legge su NBCNews. Braid ha raccontato la sua storia in un editoriale sul Washington Post, spiegando che ha eseguito un aborto il 6 settembre per una donna che, sebbene fosse ancora nel suo primo trimestre, era oltre il nuovo limite sancito in Texas. «Sapevano perfettamente che potevano esserci conseguenze legali ma questa legge è palesemente», sono le parole di Braid. «Ho figlie, nipoti e nipoti. Credo che l’aborto sia una parte essenziale dell’assistenza sanitaria – ha commentato -. Non posso semplicemente sedermi e guardarci tornare indietro al 1972». A prima, cioè, della storica sentenza della Corte Suprema che ha legalizzato l’aborto.


«Capisco che fornendo un aborto oltre il nuovo limite legale corro un rischio personale, ma è qualcosa in cui credo fortemente». La nuova legge – per cui la Casa Bianca ha fatto causa al Texas – vieta l’interruzione di gravidanza se rilevata l’attività cardiaca del feto: avviene normalmente a partire dalla sesta settimana di gravidanza, prima che la maggior parte delle donne si accorga anche solo di essere in attesa. La norma poi non prevede eccezioni per le gravidanze in seguito a stupro o incesto. Secondo la legge, è possibile citare in giudizio chi effettua aborti o chi aiuti una donna ad abortire, chiedendo un risarcimento finanziario di almeno 10 mila dollari.


In copertina EPA/JIM LO SCALZO | Un’attivista antiabortista davanti alla Suprema Corte Usa, Washington, DC, USA, 29 giugno 2020.

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