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Monitoraggio Iss, Rezza: «Promettenti i risultati sui farmaci antivirali, ne abbiamo bisogno»

Avere un portafoglio di strumenti contro il Coronavirus, «che ci rendano in grado di combattere la malattia è auspicabile. Ma non è facile mettere a punto antivirali per un virus che, diversamente da altri come Hiv e Hcv, si replica velocemente», ha spiegato il direttore della Prevenzione del ministero della Salute

In lievissimo aumento l’indice Rt, che nell’ultima settimana di rilevazione fa registrare 0,83, contro lo 0,82 della settimana precedente secondo il monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute sulla pandemia di Coronavirus in Italia. Continua invece il calo dell’incidenza, scesa a 37 casi settimanali per centomila abitanti (la scorsa settimana era a 45, quella precedente a 54). Nel periodo 8-21 settembre, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato invece pari a 0,83 (range 0,81 – 0,85), sotto della soglia epidemica e stabile rispetto alla settimana precedente quando aveva raggiunto il valore di 0,82. Secondo la bozza all’esame della Cabina di Regia diminuisce leggermente l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt=0,80 al 21 settembre rispetto Rt=0,86 al 14 settembre).


L’Italia tra le migliori in Europa per incidenza dei casi, Brusaferro: «Continua il decremento nella circolazione del virus e nel numero dei casi»

Il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, nel commentare i dati del monitoraggio settimanale, ha sottolineato che l’Italia conferma di avere «una curva tra le più contenute in Europa in termini di incidenza. Continua il decremento nella circolazione del virus e nel numero dei casi. Il decremento si registra anche nelle fasce d’età più giovani». Solo nella popolazione non vaccinabile, ovvero quella che rientra nella fascia di età 0-12, l’incidenza rimane stabile. «L’età media dei nuovi casi è di 38 anni e continua il decremento dell’incidenza nelle fasce sopra i 20 anni», ha aggiunto, poi, Brusaferro.


Ottimismo sui farmaci antivirali. Rezza: «Diversi medicinali sono arrivati alla fase tre degli studi»

Il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza – anche lui presente alla conferenza stampa sul monitoraggio, ha parlato di «risultati promettenti dei farmaci antivirali. Dobbiamo vederli – gli esiti dei trial – per valutarli con attenzione. È chiaro che abbiamo bisogno anche di antivirali. Abbiamo vaccini e anticorpi monoclonali, mancano ancora farmaci antivirali – ma ve ne sono – diversi allo studio in fase tre». Avere un portafoglio di strumenti contro il Coronavirus, «che ci rendano in grado di combattere la malattia è auspicabile. Ma non è facile mettere a punto antivirali per un virus che, diversamente da altri come Hiv e Hcv, si replica velocemente e provoca in poco tempo una malattia estremamente acuta. Se li avessimo a disposizione sarebbe un ulteriore passo in avanti, perché questo virus si sta endemizzando. Vedremo i dati e speriamo siano buoni».

A proposito di vaccini, poi, Rezza ha detto che è in corso di valutazione l’opportunità di somministrare una dose eterologa a chi ha ricevuto il farmaco biologico Sinovac o Sputnik. Dopo aver chiarito che non è intenzione del ministero introdurre l’obbligo della terza dose per i sanitari, il direttore della Prevenzione del dicastero ha concluso l’argomento vaccini parlando della somministrazione congiunta tra farmaco antinfluenzale e anti-Covid: «Il ministero della Salute sta studiando con l’Agenzia italiana del farmaco la possibilità della co-somministrazione della terza dose di vaccino anti-Covid e dell’antinfluenzale. Può essere una una possibilità che viene offerta per facilitare la somministrazione e per il successo di una doppia campagna vaccinale. È ancora allo studio ma molto rapidamente arriveremo a una soluzione».

Il tasso di occupazione in terapia intensiva continua a scendere e raggiunge il 5,1%

Continua anche se in modo lieve l’occupazione dei malati di Covid nei reparti ospedalieri. Il tasso di occupazione in terapia intensiva continua a scendere e raggiunge il 5,1% (rilevazione giornaliera del ministero della Salute), con una lieve diminuzione del numero di persone ricoverate da 516 (21/09/2021) a 459 (28/09/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale diminuisce al 5,9%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in lieve diminuzione da 3.937 (21/09/2021) a 3.418 (28/09/2021). Una sola regione, il Lazio, risulta questa settimana classificata a rischio moderato. Le restanti 20 Regioni/Province autonome risultano classificate invece a rischio basso.

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